Junichiro e Haruka con amore dal Giappone al Trio di Trieste

TRIESTE. Insieme in scena, insieme nella vita. Una colonna sonora davvero magica, quella del violinista Junichiro Murakami e della pianista Haruka Moritada, in arte il Duo Murakami. Formazione di lungo corso nella cameristica internazionale, sbocciata ai clamori del successo quando, nell’ormai lontano 2005, vinceva il primo premio al Concorso musicale Premio Trio di Trieste. Un’affermazione bissata tre anni dopo in un contesto altrettanto prestigioso, il Premio Vittorio Gui di Firenze vinto nel 2008. Erano allora più noti come il Duo Giun–Haruka: insieme avevano festeggiato «una incredibile vittoria, resa ancora più memorabile dalla sequenza di concerti che ci avrebbe messo a disposizione nei mesi successivi – spiega il violista Murakami -. Per giovani musicisti, quali eravamo noi allora, poter contare su un buon numero di concerti è un’occasione imperdibile. Possiamo senza dubbio affermare che la nostra carriera è iniziata con il concorso triestino e per questo resterà sempre legata alla città. Non è un caso, in fondo, che io parli la lingua italiana meglio, e con maggiore piacere di altre come l’inglese: questa sì è riconoscenza!».
Sarà il Festival Cameristico 2019 di Chamber Music, diretto da Fedra Florit, a riportare in scena a Trieste il Duo Murakami, quattordici anni dopo: oggi Junichiro e Haruka sono una famiglia, e non solo un sodalizio professionale: un ensemble e un amore nato proprio sui banchi di scuola: «Abbiamo cominciato insieme in una vivacissima scuola di musica a Tokyo quasi vent’anni fa, l’atmosfera era gioiosa, c’era il piacere di fare insieme musica da camera… Poi tutto ha preso una direzione precisa e inarrestabile …».
A Trieste suoneranno domani al Ridotto del Teatro Verdi: alle 20.30 il sipario si alzerà su un programma scandito da pagine musicali di dolente sensibilità. Si parte con Felix Mendelssohn-Bartholdy e una selezione di “Lieder ohne Worte”, Romanze senza parole. Si prosegue con Franz Schubert e la celebre Sonata “Arpeggione”, composta nel 1824, l’anno del Quartetto La Morte e la Fanciulla. Un periodo faticosissimo per il ventottenne Schubert, minato dalla malattia. In programma anche la Suite Hebraique di Ernst Bloch, composta nel 1951 per viola e pianoforte, e la Sonata in mi bemolle maggiore op.120 n.2 di Brahms.
Oggi Junichiro Murakami è unanimemente considerato uno dei maggiori violisti sulla scena mondiale e farà parte della Giuria del Ventennale del Premio Trio di Trieste: primo premio ai suoi esordi nella Tokyo Chamber Music Competition, è stato nel tempo prima viola del Tokyo Ensemble, quindi solista per orchestre come la New Japan Philharmonic, la Tokyo City Philharmonic, la Osaka Philharmonic e attualmente è prima viola nella quotatissima Wdr Sinfonieorchester di Colonia, un ruolo prestigioso che lo sta portando in tutto il mondo con tournée internazionali importantissime. Biglietti al TicketPoint Trieste, tel. 040-3498276 e all’ingresso sala. www.acmtrioditrieste.it.
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