La “Bora scura” di Lucchetti i tre volumi oggi a Trieste

Romanzo fluviale in tre volumi per raccontare “La saga del confine d’Oriente”, come recita il sottotitolo, l’ultima fatica narrativa di Leandro Lucchetti, “Bora scura” (tre tomi di pagg. 525, 517 e...
Romanzo fluviale in tre volumi per raccontare “La saga del confine d’Oriente”, come recita il sottotitolo, l’ultima fatica narrativa di
Leandro Lucchetti
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“Bora scura” (tre tomi di pagg. 525, 517 e 545, Robins&sons edizioni, euro 29,50)
è un appassionato racconto che attraversa il Novecento in tutte le sue complesse e articolate realtà e memorie. Attraverso le avventure dall’alpino Petro che risale i Balcani per in Friuli, dei fratelli Radetić divisi dalle opposte ideologie, del croato Matej, di Aloisio che sceglie di essere italiano, del fascista Loris, Lucchetti ricostruisce un ampio affresco di quello che è stato il ciclone della Storia lungo la frontiera nord-orientale. Il libro di Lucchetti verrà presentato oggi, alle 17.30, al Circolo della Stampa in corso Italia 13 a Trieste, da Riccardo Devescovi, presidente del Circolo culturale Che Guevara, e dall'ex-senatore Stojan Spetič, ambedue in dialogo con l’autore.


Le vicende del fluviale romanzo si svolgono all’indomani dell’8 settembre 1943, quando nella Zona d’operazioni del Litorale Adriatico occupato dai nazisti si sbranano fra di loro tedeschi, repubblichini di Salò, partigiani garibaldini e anticomunisti, partigiani di Tito sloveni e croati in lotta con i collaborazionisti domobranzi, ustascia e cetnici. Ma lo sguardo dell’autore, fra intermezzi e digressioni memoriali dei personaggi, abbraccia un arco temporale più ampio, perché le radici del guazzabuglio storico di queste terre travalicano i confini del secolo breve. Impossibile riassumere in poche righe la trama della saga di Lucchetti, ma i fili che collegano i vari personaggi, ciascuno emblematico di una condizione sociale ed esistenziale, tessono una rete nella quale il lettore ritrova temi e circostanze di un passato condiviso. Sceneggiatore, regista di documentari e di film “non indimenticabili”, come egli stesso ammette, quali “Maledetta Euridice!”, “Apocalypse Mercenaries” e “Bloody Psyco”, Leandro Lucchetti è un narratore compulsivo capace di irretire i lettori. Dopo il suo esordio nel 2016 con il romanzo “Amorosi sensi” (Fuorilinea Editore), originale noir sulla Resistenza vincitore del premio Internazionale Città di Sarzana, con “Bora scura” Lucchetti rende omaggio a una terra che finisce mai di farsi raccontare.


Pietro Spirito


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