La donna di jazz che cantava tra i sospetti di suo marito

Da “Per tutto l’oro del mondo” di Massimo Carlotto pubblichiamo l’inizio del Prologo per gentile concessione della casa editrice e/o. di MASSIMO CARLOTTO Donna di jazz. Quando avvicinava le labbra...
Di Massimo Carlotto

Da “Per tutto l’oro del mondo” di Massimo Carlotto pubblichiamo l’inizio del Prologo per gentile concessione della casa editrice e/o.

di MASSIMO CARLOTTO

Donna di jazz. Quando avvicinava le labbra rosse al microfono per attaccare Good Morning Kiss trattenevo il fiato per godermi ogni singolo istante. Imitava voce e stile di Carmen Lundy ma bisognava sforzarsi per capirlo. Non avrebbe mai fatto carriera, nemmeno nei locali di provincia. Cantava brani jazz perché erano l’unica cosa in grado di tenerla aggrappata a una vita che faticava a sopportare.

Il marito era convinto che avesse un amante. Mi aveva allungato cinquecento euro appena ritirati dal bancomat per scoprirne l’identità. Era un brav’uomo ancora innamorato, non aveva nessuna intenzione di separarsi, voleva solo capire perché l’amore della sua vita si fosse allontanato da lui, dal loro mondo, per un altro. Con ogni probabilità uno sconosciuto.

Un caso apparentemente facile per un investigatore senza licenza, che si accontentava di poco per ficcare il naso in affari di coppia che non lo riguardavano e che scordava un attimo dopo il saldo della parcella.

Erano stati sufficienti un paio di giorni per scoprire che la donna fingeva di recarsi in ospedale, dove lavorava come infermiera, per un inesistente turno di notte e si infilava invece in uno scantinato noto come il Pico’s Club. Indossava un vestito verde smeraldo corto e scollato e scarpe dello stesso colore, con un tacco vertiginoso, e si per deva nel suo jazz. Era generosa e cantava fino a sfinirsi. Conoscevo di vista il pianista che l’accompagnava, bravo ma perennemente a secco di soldi, accettava qualunque ingaggio. Mi disse che “Cora” era spuntata dal nulla e gli aveva chiesto un provino. Si esibivano due notti a settimana ma lei non voleva saperne di allargare il giro.

Il musicista era convinto che la donna si desse troppe arie e non avesse la minima intenzione di seguire i suoi consigli. Giudizio severo e fuori luogo. Lei aveva bisogno di recitare il ruolo della star in un rifugio dove per qualche ora la realtà non potesse fare irruzione. Avrei potuto chiudere le indagini in quel momento. Ma non lo feci. Violai il patto di fiducia con il cliente.

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