La forza visionaria di Ernst in dialogo a Gradisca con il colore di Spazzapan
Esposte al pubblico alcune opere della collezione Cattaruzza donata all’Erpac. In mostra anche lavori di Appel, Picasso, Legér e Hans Arp

Alcune opere, punte di diamante della collezione dell’ingegner Antonio Cattaruzza, hanno accolto giovedì 12 febbraio il pubblico convenuto alla Galleria regionale d’Arte Contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca d’Isonzo - recentemente riaperta dopo i lavori a Palazzo Torriani – in occasione della presentazione del catalogo della munifica donazione alla Regione da parte del collezionista triestino. Si tratta di cinque importanti pezzi, firmati rispettivamente da Karel Appel, Pablo Picasso, Fernand Léger, Max Ernst e Hans (Jean) Arp e selezionati per questa prima esposizione tra le 196 cedute dal generoso appassionato d’arte, che con il suo dono ha elargito un viaggio a 360 gradi nell’itinerario artistico del secolo scorso con prestigiosi riferimenti all’Ottocento e alla nostra più brillante creatività regionale.

Sotto il profilo critico ed emozionale è interessante la liaison creatasi alla Galleria Spazzapan, grazie all’originale inserimento dei lavori di Appel, Picasso, Léger, Ernst e Arp della collezione Cattaruzza nel contesto della Sala intitolata a Bruno Patuna - critico d’arte e organizzatore di mostre -, accanto al fondo Milva Biolcati / Maurizio Corgnati, consistente in cinque opere del pittore Luigi Spazzapan che, attraverso il suo segno vibrante e l’intenso cromatismo, riassumono sinteticamente l’evoluzione della ricerca dell’artista (Gradisca d’Isonzo 1889 – Torino 1958). Qui aveva conosciuto Maurizio Corgnati, regista, documentarista e scrittore, che gli aveva dedicato anche un documento audiovisivo. Tant’è che le sue opere sono state donate alla Spazzapan nel 2021 da Martina Corgnati, storica dell’arte e figlia di Corgnati e della celebre cantante e attrice Milva Biolcati.
In Galleria due pareti sono dedicate a Spazzapan e due ai cinque artisti della donazione Cattaruzza, riunendo simbolicamente due atti di dono, entrambi composti da opere rimaste inedite fino al lascito: due gesti di libera generosità che trovano qui un dialogo attorno al significato del dono come affidamento alla collettività, affinché le opere continuino il loro percorso nello spazio pubblico e contribuiscano all’arricchimento culturale del territorio.

Le cinque opere di Appel, Picasso, Léger, Ernst e Arp, protagonisti assoluti dell’arte del secolo scorso, restituiscono l’eco delle avanguardie storiche e delle grandi correnti artistiche del ‘900: lavori come il Satiro di Picasso o The Queen di Max Ernst testimoniano infatti la forza visionaria e la portata internazionale della collezione e l’anelito verso la libertà dell’arte del secolo breve da loro condivisa assieme a Spazzapan. L’attuale scelta espositiva è ricaduta inoltre su lavori di straordinaria potenza iconica, capaci di rappresentare l’ampiezza e la qualità di una raccolta, come quella di Cattaruzza, che attraversa brillantemente la Scuola triestina dell’Ottocento, il Novecento, i “ritorni all’ordine” e le avanguardie storiche fino alla pittura italiana degli anni Ottanta.
Le opere, che rimarranno esposte fino al 17 maggio, sono pubblicate nel catalogo (San Marco Edizioni, pgg. 236, 35 euro) realizzato dall’Ente regionale per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia – Erpac, che è stato presentato, con il donatore Antonio Cattaruzza e i rappresentanti dell’ERPAC, anche dal sindaco del Comune di Gradisca d’Isonzo Alessandro Pagotto e da Paolo Bressan in rappresentanza della Fondazione Carigo. Sono intervenuti Lorenzo Michelli, curatore del volume e della collezione Antonio Cattaruzza e conservatore della Galleria Spazzapan, e Matteo Bonanomi e Francesca Nodari, cui si deve il lavoro di ricerca e schedatura. —
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