L’Ars Trio: «A Trieste c’è il ricordo più bello del nostro viaggio»

Lunedì l’ensemble vincitore del Premio Trio di Trieste nel 2001 ritorna con tre chicche del repertorio russo per il Festival della Chamber Music

TRIESTE. «Il Premio Trio di Trieste? Rimane tuttora il ricordo più bello e importante del nostro viaggio musicale, legato indissolubilmente alla città di Trieste, dove amiamo tornare». Lo raccontano i musicisti di Ars Trio, attraverso la voce della pianista Laura Pietrocini, ora uno degli ensemble italiani di riferimento per la Cameristica internazionale. A innescare la loro fortunata carriera fu, nel 2001, proprio la vittoria del Premio Trio di Trieste, in una delle prime edizioni della manifestazione e agli esordi della loro carriera, quando il violoncellista in formazione era Patrizio Serino. «Ripensando alla storia del Trio di Trieste ci ha sempre impressionato l'incredibile durata del loro sodalizio: noi nel 2000 ci siamo costituiti e siamo sorpresi di essere già alla soglia dei vent'anni di attività... Trieste nel nostro immaginario resta legata alla figura di Dario De Rosa e dei componenti del Trio di Trieste che abbiamo avuto la fortuna e l'onore di poter incontrare». Sarà emozionante ritrovare l’Ars Trio sul palcoscenico degli esordi lunedì, alle 20.30, al Ridotto del Verdi, per il Festival Cameristico di Chamber Music. Al pubblico riserverà tre “chicche” legate intensamente alle atmosfere russe a cavallo fra XIX e XX secolo: a cominciare dal Trio élégiaque n.1 di Sergej Rachmaninov, quindi Georgij Sviridov (Trio in la minore op.6) e Dmitrij Šostakovič (Trio n.2 in mi minore op.67).

«Le musiche in scaletta - racconta Pietrocini - sono una scelta legata per certi versi al fascino che la musica russa ha sempre esercitato su di noi, per altri al desiderio di diffondere la musica del '900 per Trio. Il secolo scorso, al di là di capolavori assoluti come il Trio di Ravel e il Trio op. 67 di Shostakovic, ha messo un po’ da parte la formazione del trio classico. Per questo cerchiamo di vivificare il repertorio, ma anche di essere attivi nella divulgazione di nuove opere dedicate a questa formazione. La serata triestina coprirà un arco temporale dal 1892 al 1946: consideriamo particolarmente interessante l'esecuzione nella stessa sera dei trii di Sviridov e Shostakovich, allievo e maestro. Una frase lasciata da Sviridov ci ha particolarmente colpiti: "... Shostakovich è stato in grado di prolungare il grande genere sinfonico e di saturarlo di un profondo contenuto sociale, creando capolavori che lui stesso non avrebbe più potuto superare. Alla generazione successiva ha lasciato solo la possibilità di imitarlo..."». Nel futuro dell’Ars Trio? «Il Concerto dell'Albatros di Ghedini al Comunale di Bologna in autunno e nuovi progetti discografici. Oltre a suonare - raccontano - siamo molto impegnati nell'attività dell'Accademia Musicale che abbiamo fondato a Roma e nel ChRomatica Festival, Syntart e la rassegna Classica a Roma, da noi fondati».

Biglietti al TicketPoint Trieste, tel. 040-3498276 e all’ingresso della sala. —

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