Le atmosfere del Giappone in 90 immagini colorate a mano

PORDENONE. Ritratti, architetture, paesaggi, le straordinarie suggestioni della terra del Sol levante sono in mostra fino al 28 febbraio a Pordenone, negli spazi della Galleria d'arte moderna e...

PORDENONE. Ritratti, architetture, paesaggi, le straordinarie suggestioni della terra del Sol levante sono in mostra fino al 28 febbraio a Pordenone, negli spazi della Galleria d'arte moderna e Contemporanea Armando Pizzinato, per una mostra molto raffinata, incentrata su magnifiche immagini fotografiche ottocentesche. A essere esposte, circa 90 opere originali, colorate a mano e per questo con una valenza artistica ancora più evidente, per raccontare un secolo e mezzo fa agli occidentali l'esotismo sottile e coinvolgente del Giappone.

Intitolata 'Yume, sogni giapponesi’, la rassegna dell'assessorato alla cultura del Comune di Pordenone, è curata da Magda Di Siena e propone un percorso attraverso queste meravigliose stampe all'albumina, provenienti prevalentemente dall'archivio della Collezione Marco Vittorio, che da oltre vent'anni raccoglie fotografie originali di rara bellezza, seguendo il percorso tracciato dai fotografi del XIX secolo durante i loro viaggi in Oriente. Nella seconda metà dell’800, infatti, con l'intensificarsi dei rapporti commerciali con l'Europa e l'America, il Giappone e la sua cultura divennero oggetto di particolare interesse e curiosità e la fotografia era uno dei mezzi principali per cogliere e diffondere atmosfere ed emozioni, che i viaggiatori stranieri potevano riportare con sé quali souvenir di pregio. La richiesta era molto alta e coinvolse fotografi occidentali e locali, con l'impiego inoltre di un gran numero di maestranze del luogo, per la delicata operazione di colorazione a mano.

Ecco dunque, come si può vedere in mostra, che i verdi, i gialli, i rossi, i rosa e i blu andarono ad accendere i decori di kimoni o armature, il trucco delle geishe, le lanterne lungo le strade, montagne, fiori, templi e santuari, con soggetti scelti secondo i gusti artistici del tempo, cioè il ritratto, i paesaggi naturali e architettonici. Per meglio illustrare tale varietà, l'esposizione è stata articolata in diverse aree tematiche, volte ad approfondire ciascuno aspetto di questa lontana, impalpabile realtà, che agli stranieri si offriva, e quindi appariva, come sogno ('Yumio’ appunto).

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