Le “Ombre abbaglianti” di Psy si allungano sulla Sala Bartoli di Trieste

Dal 21 al 24 settembre va in scena al Rossetti il “noir steampunk” di Gigi Funcis con Acquaviva, Dariol e Boni assieme agli ologrammi di Guanciale, Leo e Bonn

Annalisa Perini

TRIESTE Una Trieste che nessuno conosce, colta in un passato distopico, in cui la tecnologia si è evoluta in anticipo, e nella quale, in una quotidianità di emozioni narcotizzate, a svegliarsi è la “crime story”. E’ l’ambientazione dello spettacolo noir steampunk “Psy – Ombre abbaglianti”, in prima assoluta alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti, dal 21 al 24 settembre, alle 20.30, per la manifestazione Approdi Futuri. E c’è anche un cameo video della criminologa Roberta Bruzzone, in un ruolo ironico, nell’allestimento di Gigi Funcis, con Lorenzo Acquaviva, Veronica Dariol e Giovanni Boni e con la partecipazione olografica di Lino Guanciale, Angelica Leo e Alejandro Bonn

L’evento promette di avvicinarsi più a un’esperienza cinematografica immersiva che a una pièce e l’ambientazione è un’immaginaria Trieste di inizi del Novecento, città, tra vapori e ombre della notte, in cui è “tutta un’altra storia”. Dopo il futuro distopico dello spettacolo “Libra”, proposto nel 2021 sempre in Approdi Futuri, infatti, la sfida, stavolta, è il tributo alla detective story e alla fantascienza in un passato alternativo, in un dialogo, in scena, tra cinema e il teatro. C’è un serial killer a cui dare un nome e un volto, e gli interpreti, fluttuando nella trama tra profilazione criminale e fantatecnologia, interagiscono su diverse dimensioni: i tre protagonisti si confrontano con altri quattro attori, tramutati però in ologrammi. La cornice globale vive di incursioni di visual mapping e contributi multimediali, ripresi con nuove tecniche e “pilotati” in tempo reale dalla regia”. Lorenzo Acquaviva interpreta un luminare, chiamato da un commissario, l'attore Giovanni Boni, a indagare su una catena di delitti. Lo psichiatra lavora con la sua assistente per creare il profilo del serial killer che terrorizza la città. Le indagini della polizia portano a vicoli ciechi e c’è chi comincia a sospettare che ci sia sotto un’enorme menzogna, forse troppo grande per essere accettata.

«Lino Guanciale, all’inizio dello spettacolo – spiega Acquaviva, direttore artistico di Approdi Futuri – interpreta una sorta di narratore, collocando quella Trieste del 1907 nel suo particolare tempo. La città “alternativa” e ipertecnologica è parte del Novissimo Sacro Impero, di cui è un centro culturale importantissimo e in cui convergono grandi personalità». La Bruzzone interpreta, nel suo cameo-ologramma, una psico-farmaceuta. «La storia – sottolinea Acquaviva – si innesca in una società "psicofarmaco dipendente". Le emozioni vengono tutte messe a tacere. Dal senso di colpa all’empatia sino alla paura e l’aggressività tutto viene risolto abitualmente tramite pastiglie e i crimini non esistono. Ma in una sorta di sonno tra le ombre crea grandissimo clamore che a svegliarsi siano le inaspettate, misteriose e cruente azioni di un assassino seriale».

Gigi Funcis, regista, visual designer, musicista e informatico, ha scritto e diretto anche il dramma apocalittico “Spiral” e la storia video teatrale “Yishi”, in cui Acquaviva prestava il volto all’intelligenza artificiale. L’attore è stato poi protagonista di “Libra”, scritto da Funcis assieme all’astrofisico Roberto Trotta e l’antropologa Giulia Corallo.

Biglietti per "Psy" al Rossetti o online su Vivaticket. Approdi Futuri è organizzato dal Festival Approdi e Vitamina T in collaborazione con La Cappella Underground e Trieste Atletica.

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