Le Procuratie Vecchie di Venezia rinascono con le Generali nel 2021

Il delicato restauro affidato all’archistar inglese David Chipperfield Ospiteranno il cuore gestionale della compagnia e The Human Safety Net 
Venezia. Le Procuratie Vecchie viste dal Museo Correr.
Venezia. Le Procuratie Vecchie viste dal Museo Correr.



Sarà il 2021 l’anno della rinascita delle Procuratie Vecchie di Piazza San Marco dopo un complesso e rigoroso restauro sotto la direzione della archistar inglese David Chipperfield. Ad annunciarlo i vertici di Assicurazioni Generali, compagnia proprietaria dello storico immobile fin dai primi del’900.

Lunghe 152 metri, con un portico di 50 arcate e con cento finestre affacciate sulla Piazza più bella del mondo, le Procuratie Vecchie, risalenti al XII secolo, hanno subìto nel corso del tempo molte trasformazioni. Demolite dopo un devastante incendio nel’500 furono subito ricostruite con il contributo dei più celebri architetti dell’epoca, tra cui Jacopo Sansovino. Per secoli fino rimasero dimora e ufficio dei nove Procuratori di San Marco, mantenendo un impianto verticale diviso in nove sezioni interne, stravolto orizzontalmente però durante le dominazioni napoleonica e austriaca.

Il complesso lavoro di restauro è stato fin da subito sotto i riflettori internazionali per la delicatezza estrema dell’intervento e l’importanza storico-monumentale del luogo. Ecco allora i dettagli rivelati ieri in Comune a Venezia dal Ceo di Generali Philippe Donnet e da Aldo Mazzocco Amministratore Delegato di Generali Investments. Dopo un attento lavoro di restauro conservativo e di adeguamento funzionale ed impiantistico il primo e secondo piano dello storico palazzo torneranno ad ospitare il cuore gestionale di Generali, ma potranno accogliere anche altre società internazionali che vorranno affittare i prestigiosi spazi su Piazza S. Marco. Il terzo piano, che per la prima volta nella storia dell’edificio sarà aperto alla fruizione pubblica, verrà completamente ristrutturato per accogliere The Human Safety Net, la rete globale umanitaria istituita da Generali per supportare le comunità più vulnerabili nei Paesi di tutto il mondo.

In un delicato compromesso tra conservazione e necessità di adeguamento ai nuovi usi dell’edificio, i primi due piani verranno nel loro complesso restaurati e conservati nella struttura e decorazione originaria, il terzo piano, che ospiterà spazi espositivi interattivi e un grande auditorium, sarà invece oggetto di un lavoro di ristrutturazione più ampio con l’apertura a vista delle travature originali, il restauro degli intonaci e dei rivestimenti murali antichi, il rifacimento delle pavimentazioni, il consolidamento con strutture in acciaio delle capriate in cemento armato costruite negli anni’50. «Per adeguare l’edificio alle nuove funzioni e normative è stata necessaria – ha spiegato l’architetto triestino Cristiano Billia dello Studio Chipperfield, – la creazione di scale più ampie (realizzate in stile sansoviniano), l’inserimento di ascensori, la costruzione di una rete impiantistica tecnologicamente avanzata quanto invisibile, il rifacimento dei vecchi lastrici solari a copertura dei vani scala, chiamati anche “corti in quota” (una sorta di terrazze senza affaccio sulla Piazza), da utilizzare come vie di fuga in caso di incendio e come spazi aperti per le attività di Human Safety». Top secret per ora il costo complessivo dei lavori, sicuramente elevatissimo, che si collega all’altra operazione di restauro delle facciate esterne e interne delle Procuratie tutt’ora in corso di realizzazione. Quello che è certo, come hanno garantito i vertici di Generali è che il grande restauro delle Procuratie Vecchie non ospiterà mai attività turistiche o ricettive, ma sarà totalmente volto al rilancio della città anche in termini di posti di lavoro, ospitando centri direzionali, studi e associazioni internazionali. «Gli edifici devono vivere non restare chiusi – ha detto Aldo Mazzocco – ritrovare una funzione e una sinergia con la città. È quello che abbiamo fatto a Trieste con Palazzo Rosso, sede della nostra Accademy assicurativa, che consegneremo presto alla città dotato anche di spazi parzialmente aperti al pubblico». —



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