“Le sorelle Macaluso” trovano casa Storie di donne forgiate dal tempo

La regista Emma Dante in concorso con l’adattamento di una sua pièce teatrale Un film corale al femminile sulla mutazione del corpo, la vecchiaia, la memoria 
Italian filmmaker Emma Dante arrives with all cast for the premiere of 'Le sorelle Macaluso' during the 77th annual Venice International Film Festival, in Venice, Italy, 09 September 2020. The movie is presented in Official Competition 'Venezia77' at the festival running from 02 September to 12 September. ANSA/ETTORE FERRARI
Italian filmmaker Emma Dante arrives with all cast for the premiere of 'Le sorelle Macaluso' during the 77th annual Venice International Film Festival, in Venice, Italy, 09 September 2020. The movie is presented in Official Competition 'Venezia77' at the festival running from 02 September to 12 September. ANSA/ETTORE FERRARI

/ Venezia

Sette anni dopo l’esordio sul grande schermo con “Via Castellana Bandiera” (con Elena Cotta premiata con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile), Emma Dante torna a Venezia, in concorso alla 77.a Mostra del Cinema di Venezia con “Le sorelle Macaluso”, anche questo, come il precedente, adattamento di una pièce teatrale che porta la sua firma (Premio Ubu nel 2014 per il migliore spettacolo teatrale e la migliore regia). Un film corale, di sole donne: sette sorelle sul palcoscenico, ridotte a cinque nel film. Maria, Pinuccia, Lia, Katia e Antonella, ognuna con inclinazioni diverse, ambizioni e desideri, cresciute assieme e molto legate, ma destinate a prendere le distanze con il passare degli anni, incapaci di elaborare un tragico e inaspettato lutto. Un film che parla di “sorellanza”, «una parola che mi fa tornare bambina – racconta la regista - che mi fa pensare che le donne possono essere solidali e felici, che mi porta alla mente guerriere che lottano insieme per una conquista. Mi fa pensare all’amore, al legame, alla forza di quando si è insieme che è più vigorosa di quando si è soli». «Queste sorelle - prosegue - sono per me di famiglia, per questo mi piaceva l’idea di dar loro una residenza. Dopo averle frequentate a lungo, ho pensato che un film potesse aiutarmi a offrire loro una abitazione, con una cucina, un bagno, un mobile dove potere riporre le cose preziose come il servizio “buono”. Ho pensato che potessero raccontare il corpo dentro il quale viviamo, la casa, un altro corpo della vita dell’essere umano, che assorbe e tiene custodite tutte le cose che abbiamo, gli averi, i ricordi, le frustrazioni. La casa è una specie di luogo magico in cui si torna sempre, si può uscire ma poi si ritorna».

Emma Dante procede per accumulo. Di oggetti, di simboli. «Le sorelle Macaluso è un film sul tempo - aggiunge Dante - sulla memoria, sulle cose che durano. Sulle persone che restano anche dopo la morte. È un film sulla vecchiaia come traguardo incredibile della vita. Al centro della visione di regia c’è il desiderio di raccontare la mutazione di corpi e oggetti nel tempo. Gli oggetti, come i corpi delle sorelle, sono nel loro mutare nei settant’anni di esistenza di questa famiglia che raccontiamo». E visto che i corpi cambiano, Emma Dante sceglie di non intervenire sulle sue protagoniste ma di adottare attrici diverse per ogni fase della vita (la stessa scelta adottata da Daniele Luchetti in “Lacci”, film che ha aperto la Mostra la scorsa settimana). «Usare il trucco per invecchiare le persone mi sembrava come un peccato - spiega - ho cercato di rendere protagonista il tempo, come un grande chirurgo plastico che deforma e trasforma, assecondando anche i cambiamenti interiori. Alla fine non è la stessa attrice che interpreta il personaggio, ma è il personaggio che cambia nel tempo, nel corso di una vita. Spero che lo spettatore entri in questo gioco di non somiglianza fisica, ma di somiglianza dei piccoli gesti che si fanno per tutta la vita: quelli non cambieranno per 80 anni mentre cambierà il tuo volto». Il film, prodotto dalla casa di produzione regionale Rosamont di Giuseppe Battiston e Marica Stocchi con sede a Nimis – Minimum Fax Media, Rai Cinema con il contributo del MiBact e con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Fvg, esce in sala domani distribuito da Teodora Film. —

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