Leonardo in un mondo senz’acqua nel film dei giovani a Monfalcone



Che cosa potrebbe succedere se tutt’a un tratto i rubinetti delle nostre case e delle nostre scuole smettessero di erogare acqua? È la domanda da cui parte il film “Il sogno dell’acqua”, un mediometraggio prodotto nell’ambito del progetto “Leonardo e i suoi multipli. L'osservatore potente dei fluidi”, che verrà proposto in prima visione oggi alle 16 al Teatro comunale di Monfalcone. Dopo la proiezione, in un incontro aperto al pubblico, sarà possibile conoscere i giovani protagonisti e gli autori. Ideato e prodotto da Lorena Matic, promosso dall’associazione culturale Opera Viva, il film - racconta Matic - «è stato girato tra Trieste, Monfalcone e la Slovenia. È diretto da Davide Salucci, giovane regista triestino che proviene dal Centro Sperimentale di Roma, e propone un cast di giovanissimi attori, selezionati tra oltre 120 aspiranti, che si sono presentati ai provini». Nel cast figura anche il giornalista Umberto Bosazzi nella veste di se stesso, e un maestro del doppiaggio italiano, Dario Penne, che dopo aver dato voce, tra gli altri, a Antony Hopkins, Michel Cane e Tommy Lee Jones, in questo film fa parlare nientemeno che il genio rinascimentale di Leonardo Da Vinci. «Mi piace pensare a questo film come a un mix tra Harry Potter e Inception - spiega Salucci - perché mescola in modo ironico avventura, magia e sogno, condendoli con un pizzico di scienza». “Il sogno dell’acqua” infatti si avvale del contributo del geologo Andrea Caburlotto, dell'Ogs, e di un ex lavoratore delle saline di Sicciole. I protagonisti del film sono cinque giovani attori non professionisti, selezionati tra gli studenti di alcune scuole triestine e slovene, e anche il cast tecnico è composto da giovani professionisti: «Il casting è stato forse la parte più divertente del progetto, perché l’abbiamo realizzato nelle scuole, facendo partecipare tutti i ragazzi interessati a fare quest’esperienza - racconta Salucci -. Li abbiamo testati con delle prove d’improvvisazione e alla fine abbiamo selezionato il gruppo di attori che ci è sembrato più adatto a quest’avventura: sono tre ragazzi del Max Fabiani di Trieste e due ragazze del Collegio del Mondo Unito di Duino, di diverse lingue e provenienze, tanto che nel film c’è più di una scena in cui i protagonisti si trovano davanti a problemi di traduzione».

Il film inizia in un giorno di scuola qualsiasi, quando i cinque protagonisti si rendono conto che dai rubinetti del bagno non sgorga più acqua. Pare che il problema sia addirittura globale. Scompaiono le bottiglie d’acqua dai supermercati e al telegiornale c’è un giornalista che ne dà conto, con interventi sempre più catastrofisti. Ma i ragazzi scoprono che un rubinetto in un bagno della loro scuola funziona ancora. Il viaggio alla scoperta della provenienza di quell’acqua preziosa li porterà in una grotta carsica, dove si troveranno a tu per tu con l’eco della voce di Leonardo: «Pare che Da Vinci sia passato anche da queste parti per lavorare a delle fortificazioni: abbiamo sfruttato questo espediente per immaginarci che l’eco della sua voce sia rimasto intrappolato per 500 anni in una grotta», sottolinea Salucci. Il film - realizzato grazie a Regione, Irisacqua, Fondazione Casali e Zkb - sarà proposto in seconda visione anche a Capodistria, mercoledì 8 gennaio alle 18, nella galleria loggia delle Obalne Galerije. —

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