Mercuzio giovane anacronistico scopre la movida e il mondo social

Non usa il computer, non sa cosa siano i social network né la musica rap, si esprime in un italiano letterario d'altri tempi e non esce quasi mai dal suo appartamento che è stipato di pile e pile di libri d'ogni tipo. Ha anche un nome insolito, Mercuzio, che arriva dritto dritto dalle pagine del teatro più bello. Per ulteriore paradosso, questo giovane stralunato e anacronistico vive a Campo de' Fiori, nel cuore della Roma chiassosa e modaiola, circondato dalla movida e dai turisti. Solo per caso mette il naso fuori dalla sua isolata mansarda: una sera, rileggendo "Don Chisciotte", il pensiero di Mercuzio plana sul mondo reale, quello in carne e ossa che gli ruota attorno, non quello di carta e inchiostro in cui si è volontariamente immerso. Così questo ragazzo dagli occhi verdi e dai ricci lunghi e scarmigliati si infila nella calda notte romana dando inizio a una serie di sorprendenti e colorati eventi.
Fin dalle prime pagine "Le avventure di Mercuzio" (Fazi Editore, pagg. 256, euro 16), di Daniel Albizzati, cattura per la scrittura fluida e per l'originalità del protagonista. Spaesato e del tutto inesperto delle frenetiche e spesso ciniche regole della società di oggi, il giovane trova una guida in Virgilio, pizzaiolo tutto muscoli che gli recapita da mangiare ogni sera. Virgilio, prestante dongiovanni ma appassionato anche lui di romanzi e buona letteratura, aiuta Mercuzio a districarsi tra la parlata dei giovani e la tecnologia di computer e telefonini. Perché il ragazzo ha incontrato per caso Beatrice, la fanciulla più desiderata di Roma, ed è fortemente intenzionato a conquistare il suo cuore.
Impossibile per il lettore non sentirsi complice del giovane innamorato che affronta la fase più critica ed emozionante con un candore disarmante: "In quella stagione burrascosa in cui le passioni dell'adolescenza cominciano a fondersi ai primi progetti dell'età adulta, la vita prima o poi si mette a bussare violentemente alla porta del cuore”. Il romanzo se da una parte fa sorridere, in particolare per il rapporto che si crea tra il protagonista e il pizzaiolo diversissimi per carattere e spirito, consente anche una riflessione sui nostri tempi e sullo stile di vita e l'educazione dei giovani.
Albizzati è nato a Stoccolma e ha frequentato il Lycée Chateaubriand di Roma. Dopo gli studi in Comunicazione ha iniziato a scrivere, collaborando principalmente con la rivista Il Bestiario degli italiani con racconti e articoli. Questo è il suo romanzo di esordio. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








