L’energia de I Miserabili torna al Rossetti di Trieste con The Barricade Boys

L’omaggio al musical in u show con i protagonisti del cast: «Quel ricordo è indelebile: lo condividiamo con il pubblico»

Sara Del Sal
Da sinistra Scott Garnham e Simon Schofield con il resto del cast
Da sinistra Scott Garnham e Simon Schofield con il resto del cast

Appassionante, pieno di cuore e divertentissimo: The Barricade Boys è uno spettacolo da non perdere, in scena per una sera soltanto, martedì, al Rossetti. Saranno Kieran Brown, Scott Garnham, Craig Mather, Simon Schofield a condividere il palco con James Doughty al pianoforte a raccontare con musica e aneddoti la loro esperienza comune, che li ha visti sulle barricate del musical Les Misèrables.

Garnham e Shofield, che oggi sono due produttori oltre che due performer rispondono insieme alle domande dl Piccolo e spiegano che «l’eredità di quello spettacolo è una sensazione di fratellanza. Les Mis chiede tantissimo, vocalmente, fisicamente ma anche emozionalmente. Si vive un’esperienza intensa insieme per otto volte la settimana e questo genera un legame che non si spezza mai».

Come è nato invece questo spettacolo?

«Tecnicamente è stata una mia idea - spiega Garnham - ma portata poi avanti con Schofield. Dopo anni passati insieme a lavorare e a condividere racconti dai Miserabili, abbiamo capito che c’era qualcosa di speciale in quella esperienza che condividevamo. Abbiamo quindi pensato a un concerto che celebri non solo la musica, ma anche il senso di cameratismo che quell’esperienza genera sempre».

Che cos’ha di così speciale Les Misèrables?

«La storia parla di temi universali come amore, perdita, rivoluzione e redenzione - spiega Schofield -. È un girotondo emozionale che viene condiviso ogni giorno e non può che risultare indimenticabile. Lascia un marchio indelebile in ognuno di noi e le amicizie che nascono in quel contesto sono davvero molto forti».

Come avete selezionato le canzoni da interpretare?

«Ovviamente - spiega Garnham - si ruota intorno a Les Mis,, non sarebbe corretto altrimenti, ma abbiamo inoltre incluso canzoni che hanno significato qualcosa nelle nostre carriere e alcune sorprese. Ci sono anche brani che non abbiamo mai avuto l’opportunità di cantare prima: è bello esplorare nuovi materiali».

Da produttori cosa cercate negli spettacoli?

«Per me - risponde Garnham - l’idea deve essere forte e abbastanza semplice da essere comunicata in una frase, ma così sfaccettata da sostenere una serata. Mi chiedo sempre anche se mi fa provare qualcosa, se mi commuove, diverte o mi emoziona».

“The barricade boys” incontra per la prima volta il pubblico italiano: conoscete il nostro paese?

«Amiamo l’Italia - affermano entrambi - e conosciamo Trieste perché abbiamo portato due nostri spettacoli al Rossetti: “Bradley Jaden Live” e “Gravity”. L’Italia ha una eredità musicale importante e i suoi pubblici sanno essere così appassionati e caldi che non vediamo l’ora di capire come ci accoglieranno».

Molti hanno definito questo spettacolo una serata fuori casa perfetta: siete d’accordo?

«Assolutamente! Non solo per la musica, che è iconica, ma perché questo non è il classico concerto sul palco, che crea una distanza: è appassionato, divertente e toccante. Se qualcuno ama Les Misèrabils, le arie da musical, la musica pop o rock questa è la serata perfetta per lui».

Garnham, c’è un ruolo che le ha insegnato qualcosa di speciale?

«Sono stato Tony in Billy Elliot, il fratello maggiore e lui porta in sé così tanta rabbia e frustrazione ma al contempo anche così tanto amore e paura, paura di cambiare, di perdere qualcosa o qualcuno, e del futuro stesso: mi ha insegnato tanto riguardo l’empatia e mi ha ricordato che la gente spesso esprime l’amore in modi imperfetti».

Schofield, lei ha uno spettacolo intitolato Mr. Entertainment: come si intrattiene nel 2026?

«Oggi il pubblico vuole onestà e personalità: quindi servono materiali forti, senso dell’umorismo, qualità musicale e una connessione genuina. Deve essere vivo e presente: in un mondo in cui troppo è digitalizzato e pieno di filtri, la vera magia èi condividere uno spazio e un’esperienza insieme». Infine una promessa: «Martedì vi porteremo nel nostro mondo per una serata intera». —

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