Nel “Turista” di Carlotto tra il Bene e il Male il confine è invisibile

di ALESSANDRO MEZZENA LONA
Un altro serial killer. L’ennesimo psicopatico che ammazza per il gusto di farlo. E si costruisce un mondo di giustificazioni, di emozioni legate ai delitti. Fino a qui, niente di nuovo. Anzi, scatta il brivido del déjà vu. Se non fosse che questo ennesimo serial killer esce dalla fantasia di Massimo Carlotto. Uno scrittore conosciuto e apprezzato, ormai da tempo, per la sua capacità di sparigliare le carte dei romanzi. Cancellando il confine tra il Bene e il Male. Andando a scrutare gli angoli bui della realtà. Portando alla luce cumuli di schifezze nascosti dietro una facciata di perbenismo e rispetto delle regole.
E infatti, una volta ancora, Carlotto riesce a trovare una via originale al delitto seriale. Perché il suo nuovo romanzo “Il Turista”, pubblicato da Rizzoli (pagg. 301, euro 18), non si accontenta di collezionare morti ammazzati. Come spiegherà lo scrittore padovano giovedì nella Sala Apt di Gorizia, in piazzale Martiri per la libertà d’Italia nella conversazione che conclude l’edizione autunnale della rassegna “Il libro delle 18.03”.
Il Turista è un personaggio diverso dagli altri. Non usa sempre lo stesso metodo per ammazzare. Non lascia tracce evidenti del suo passaggio e non sfida gli investigatori a catturarlo. Ama camuffarsi. Sceglie le sue vittime, tutte donne, perché gli piace andare a frugare dentro le loro borse firmate da grandi stilisti, quando le poverette hanno chiuso gli occhi per sempre. Soprattutto, agli occhi di sua moglie e delle amanti che raccatta qua e là, appare come un uomo colto, raffinato, piacevole. Tanto da ingannare la redattrice di una prestigiosa rivista dedicata alla musica classica raccontandole che sta scrivendo un saggio sul compositore Baldassarre Galuppi.
Ma a Venezia, il Turista compie il suo primo, grave errore. Si invaghisce di una donna, la segue lungo le calli, la ammazza intrufolandosi nella sua casa. Senza rendersi conto che ha fatto fuori un’agente sotto copertura. La moglie di un magistrato che, a sua volta, era stato eliminato da un’internazionale di criminali: i Liberi Professionisti.
A quel punto, il serial killer diventa schiavo non più delle sue pulsioni omicide, ma dell’organizzatissima banda di professionisti. Che gli affianca una donna affascinante e pericolosa, Laurie, pure lei dedita all’omicidio seriale. Però, mentre il Turista adora trovare vittime raffinate, la ragazza pesca nel torbido. Eliminando immigrati, ragazzi senza famiglia, sbandati di tutti i tipi.
Forse, agli assassini andrebbe tutto liscio se non venisse richiamato in servizio Pietro Sambo. L’ex capo della Omicidi di Venezia, che si è fatto pizzicare mentre accettava soldi per coprire una bisca clandestina. Radiato dalla polizia, viene riassunto da una potente ramificazione dei servizi segreti. Con il compito di sgominare i Liberi Professionisti.
Nei libri di Carlotto nulla è mai scontato. Così, prima di arrivare a un elettrizzante finale, il lettore dovrà smettere di aggrapparsi alle sue certezze. E seguire lo scrittore dentro il maelstrom di una realtà ambigua, sfuggente. Piena di ombre.
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