Online i documentari di Del Degan e le storie e i personaggi di Trieste

Elisa Grando
Tra i tanti titoli costretti a slittare a causa della chiusura delle sale cinematografiche per Coronavirus c’è anche “Paradise”, l’opera prima del regista triestino Davide Del Degan, che avrebbe dovuto essere distribuito da Fandango a fine marzo. Del Degan però, insieme alla casa di produzione della quale è socio, la triestina Pilgrim Film, ha deciso di trasformare l’emergenza in un’opportunità per mettere a disposizione gratuitamente di chi è a casa i suoi cortometraggi, insieme a tanti documentari che raccontano Trieste e il territorio. I film sono visibili sulla pagina Facebook ufficiale di Pilgrim Film e a ruota sul sito www.lacappellaunderground.org nella sezione Home Edition.
«I cortometraggi hanno poco spazio e una vita relativamente breve, quasi sempre relegata ai festival», afferma Del Degan. «Ci è sembrata una bella occasione per dar loro nuovamente respiro».
I titoli sono tre, tutti pluripremiati: “Interno 9”, vincitore del Globo D’Oro e nominato ai David di Donatello, “Habibi” (prodotto da Galaxia Digital Video di Gorizia), vincitore del Nastro d’Argento, e “Il prigioniero”, applaudito al più importante festival di cortometraggi del mondo, quello di Clermont-Ferrand, e interpretato da tre attori triestini, Lorenzo Acquaviva, Laura Bussani e Diego Reggente.
Per “Paradise”, invece, toccherà aspettare: «La prospettiva sicura è comunque quella di andare al cinema», anticipa Del Degan. «C’è chi sta scegliendo di uscire direttamente sulle piattaforme tv o online, ma Fandango pensa che sia un film da vedere in sala: paventato la possibilità di un’uscita a settembre».
Gli altri film di Pilgrim aperti alla visione sono un pacchetto importante di documentari legati tematicamente al territorio, su due filoni. Il primo è il rapporto fra Trieste e l’emigrazione negli anni ’40 e ‘50, con “I nostri giorni americani” di Chiara Barbo e Andrea Magnani, sugli anni del Governo Militare Alleato nel capoluogo giuliano, “Caffè Trieste” di Raffaele Rago e Magnani, sullo storico locale del triestino Gianni Giotta a San Francisco, e “Far Away is Home – La storia di Clely” di Diego Cenetiempo, su una triestina emigrata in Australia diventata moglie di un aborigeno.
Il secondo filone è quello dei documentari biografici sui grandi scienziati, prodotti insieme agli istituti di ricerca del territorio come Sissa e Ictp, e diretti da Cenetiempo: “Maksimovic – La storia di Bruno Pontecorvo”, sulla scomparsa del famoso fisico italiano, “Galois: Storia di un matematico rivoluzionario” sull’irrequieto matematico ottocentesco Évariste Galois, più il bellissimo “Doc Portrait” dedicato al regista Franco Giraldi.
Intanto, Pilgrim continua a lavorare “da remoto” anche a nuovi progetti. Il più corposo è il secondo film di Andrea Magnani dopo “Easy – Un viaggio facile facile”: s’intitolerà “The Long Run” e racconta di Giacinto, nato e cresciuto in prigione con la madre detenuta, che da adulto decide di rientrare dietro le sbarre stavolta come agente di polizia penitenziaria. In fase di preparazione anche il documentario del regista triestino Otto Reuschel Lazic, “Drajcici un villaggio ai confini d’Europa”, ambientato tra Kosovo e Svezia: è la storia di una famiglia kosovara in un paese molto povero, che ha l’euro come moneta locale ma è fuori dalla comunità europea. Infine, la sfida dell’animazione in stop-motion con “Le scienze inesatte”, opera seconda di Stefano Bessoni, fra romance e ghost story con uno stile simile a “Nightmare Before Christmas” di Tim Burton. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








