Otto musicisti sul palco della Sissa suonano con un partner lontano

Oggi nell’aula magna Budinich grazie alla tecnologia Lola il concerto sarà a distanza all’ensemble di giovani a Trieste si unirà un solista a sorpresa, da una capitale europea



Musica e alta tecnologia s’incontrano e si fondono in un concerto senza limiti spazio temporali, che vedrà riuniti nel nome del jazz giovani musicisti di diverse provenienze che suoneranno insieme pur essendo dislocati in due diverse città europee. S’intitola “Claire de... jazz” la performance interattiva proposta dal Conservatorio Tartini nell’ambito del Sissa Summer Festival, in programma oggi alle 19 nell’aula magna “Paolo Budinich” della Sissa e aperta al pubblico a ingresso libero. Il concerto partirà con un omaggio a Debussy, per poi svilupparsi con una serie di pezzi che daranno conto dei diversi utilizzi del linguaggio jazz nel XX secolo. L’esibizione, sottolinea Roberto Turrin, direttore del Tartini, rappresenta l’evento conclusivo del meeting mondiale “Trieste capitale della musica”, dedicato alla rete Gmel (Global Music Education League) e organizzato dal conservatorio triestino con la partecipazione delle più prestigiose Accademie musicali del pianeta.

«Il nostro obiettivo è quello di unire nel nome del jazz alcuni tra i giovani musicisti della rete Gmel: otto di loro, provenienti da istituzioni musicali di ogni angolo del pianeta, suoneranno dal vivo sul palco della Sissa - racconta Turrin -. Dopo una decina di minuti circa, a questo originale ensemble creato per l’occasione si unirà un solista, un musicista a sorpresa, che grazie al collegamento in tempo reale con la tecnologia Lola (Low Latency) messa a punto dal Tartini, suonerà da un’altra sede, una capitale europea, in presa diretta insieme ai musicisti sul palco e in collegamento su maxi schermo, così che il pubblico potrà seguirne i movimenti». Sul palco della Sissa salirà un ensemble composto dallo statunitense Jonathan Bumpus della Eastman School of Music di Rochester, da Camilla Collet e Simone Lanzi del Tartini, da Luca Mancini del Conservatorio di Pesaro, da Matthew Harris del Conservatorio di Sidney, da Nicholas Stahl del California Institute of the Arts, e ancora da Andrew Velez della George Mason University e Olivia Murphy del Conservatorio di Birmingham. Così la tecnologia Lola, che sfrutta le reti ad altissima velocità per realizzare concerti a distanza, sarà a servizio del linguaggio jazz: il concerto rappresenta il primo step di un impegno del Tartini in direzione di Esof 2020. «Il linguaggio musicale e quello scientifico hanno parecchi punti in comune - evidenzia Stefano Ruffo, direttore della Sissa -. Con quest’iniziativa e con le altre al Sissa Summer Festival vogliamo aprirci alla cittadinanza e avvicinarla ai temi scientifici attraverso la musica e il teatro». Il Sissa Summer Festival proseguirà con altri due appuntamenti teatrali ospitati nel suo anfiteatro all’aperto: gli spettacoli “Albert sul divano” (27 giugno alle 21), e “Elena Cornaro. Per tutte le altre” (4 luglio alle 21). Per il programma: www.sissa.it. —

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