Palazzo Coronini celebra la famiglia di industriali che trasformò Gorizia nell’800

Inaugurazione il 24 ottobre alle Scuderie di Palazzo Coronini Cronberg. Un percorso in due sale espositive aperto al pubblico fino al 29 marzo 2027. In mostra la svolta sociale e urbanistica impressa alla città

Gaia Cernic
La mostra Il secolo dei Ritter (Foto Tibaldi)
La mostra Il secolo dei Ritter (Foto Tibaldi)

Dipinti, fotografie, lettere e documenti storici raccontano un secolo di storia goriziana attraverso le vicende della famiglia Ritter, il cui percorso imprenditoriale si intreccia prodondamente con la trasformazione economica, urbana e culturale della città. È questo il filo conduttore proposto dalla mostra “Il secolo dei Ritter 1814-1914. Una famiglia di industriali nella Gorizia dell’Ottocento”, in programma alle Scuderie di Palazzo Coronini Cronberg dal 24 ottobre 2026 al 29 marzo 2027.

Il percorso si sviluppa in due sale espositive e riunisce materiali della Fondazione e prestiti provenienti da istituzioni e archivi, offrendo uno spaccato della società goriziana tra Ottocento e primo Novecento. Ritratti e fotografie restituiscono i volti dei protagonisti e l’ambiente in cui vissero, mentre lettere e documenti permettono di approfondire le vicende personali e le attività della famiglia.

Accanto a queste testimonianze trovano spazio cartine, progetti urbanistici e disegni tecnici, che illustrano l’evoluzione della città e delle sue infrastrutture. Tra i cambiamenti importanti che segnarono l’assetto urbano dell’epoca figura l’arrivo della ferrovia, nel 1860, destinata a rafforzare i collegamenti con altri centri e gli scambi commerciali anche oltre i confini regionali.

Una sezione significativa è dedicata alle attività industriali, con particolare attenzione al settore tessile, ai mulini e alla cartiera. Tra i materiali esposti figurano i disegni tecnici del cotonificio, che permettono di approfondire gli aspetti progettuali e organizzativi dell’attività produttiva. Attraverso questi documenti emerge il ruolo delle imprese dei Ritter nello sviluppo economico di Gorizia e nei rapporti commerciali con altri territori europei.

La storia industriale cominciò nel 1819, quando Giovanni Cristoforo trasferì da Trieste a Gorizia una raffineria di zucchero, contribuendo alla nascita di una delle prime grandi realtà industriali cittadine.

Negli anni successivi le imprese si ampliarono e diversificarono, dando lavoro a numerose persone e consolidando i rapporti commerciali con altri territori europei. I materiali esposti permettono così di comprendere la varietà delle produzioni e il peso che ebbero nello sviluppo dell’economia locale.

L’attenzione si sposta poi sulle condizioni di vita dei lavoratori e sulle iniziative sociali legate all’attività imprenditoriale. Nel quartiere di Straccis venne realizzato un complesso con abitazioni, orti, scuola, asilo e servizi di assistenza, pensato per rispondere anche alle esigenze delle famiglie degli operai.

La mostra ricorda inoltre l’impegno delle figure femminili della famiglia in campo educativo e caritativo, con particolare riferimento ad Angiolina Sartorio Ritter de Záhony ed Elvine de La Tour. Arte, cultura e ricerca costituiscono un altro nucleo del percorso. Qui oggetti, arredi e testimonianze della vita musicale e dell’istruzione restituiscono gli interessi culturali dell’epoca, mentre i reperti archeologici documentano la passione per l’antichità. Eugenio Ritter raccolse sculture, iscrizioni, vetri, bronzi e oggetti in ambra; alcuni reperti della collezione entrarono nelle raccolte del Museo archeologico nazionale di Aquileia.

La dimensione culturale comprende anche Natalie von Ciotta, nata Ritter, autrice di romanzi, racconti e scritti di viaggio conosciuti in Austria.

Le curatrici della mostra, Cristina Bragaglia, Lucia Pillon e Alessia Zangrando hanno selezionato testimonianze diverse per restituire un quadro articolato della Gorizia dell’epoca. Ricordano che anche il legame con la sede espositiva è diretto: Carolina Ritter era la nonna paterna del conte Guglielmo Coronini Cronberg.

Il progetto è realizzato con il contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia in collaborazione con l’Archivio di Stato di Gorizia, la Biblioteca statale Isontina, il Museo archeologico nazionale di Aquileia e il Comune di Gorizia.

La mostra è visitabile alle Scuderie di Palazzo Coronini Cronberg fino al 29 marzo 2027, dal mercoledì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, nei fine settimana e nei giorni festivi dalle 10 alle 18. Il biglietto intero costa 6 euro, il ridotto 4 euro. Informazioni sul sito della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg.

 

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