Il ruolo di Trieste città d’avanguardia nello slancio futuristico di Marinetti

Il Comune celebra i 150 anni della nascita del poeta e fondatore del movimento con un ricco cartellone di appuntamenti, dal teatro agli incontri letterari 

Mary B. Tolusso
Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo
Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo

Trieste, per Filippo Tommaso Marinetti, non fu soltanto una tappa nel viaggio di conquista del Futurismo. Fu una città da provocare, un laboratorio di idee, un luogo in cui le tensioni politiche e culturali del primo Novecento potevano trasformarsi in energia artistica. Nel marzo del 1909 infatti pubblica qui il Manifesto “Trieste, la nostra bella polveriera”, mentre il 12 gennaio del 1910, al Politeama Rossetti, il fondatore del movimento si presentò al pubblico insieme ad Armando Mazza e Aldo Palazzeschi, portando in scena quella miscela di parole destinata a scuotere le platee italiane. Insomma il Futurismo aveva messo le sue basi su un terreno particolarmente sensibile, dove l’idea di rompere con il passato incontrava una città abituata a vivere sula soglia di mondi diversi. È da questi eventi, per nulla episodici, che prende le mosse “Marinetti a Trieste. Storie, luoghi e protagonisti del Futurismo”, il programma promosso dal Comune di Trieste in occasione dei 150 anni dalla nascita dello scrittore.

Presentata al Museo Lets dall’assessore comunale all’Educazione Maurizio De Blasio - presenti anche la curatrice dell’iniziativa, Alessandra Sirugo, Stefano Bianchi (responsabile di posizione organizzativa dei Musei Storici), Claudia Colecchia (responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte), Daniele Terzoli (Casa del Cinema) e la storica Diana De Rosa - la rassegna si svolgerà dal 29 ottobre fino al prossimo febbraio con mostre, conferenze, percorsi urbani, appuntamenti teatrali e cinematografici. L’obiettivo è restituire non soltanto la figura del poeta, ma anche la rete di artisti, scrittori e intellettuali che contribuì a fare della città un punto di incontro delle avanguardie.

Il 29 ottobre si apre la rassegna con la conferenza-spettacolo “FT Marinetti nella città identitaria di Trieste”, con Edoardo Sylos Labini, intervistato da Alessandra Sirugo (ore 18, Camera di Commercio in Piazza della Borsa). A ricostruire la storia futurista di Trieste sarà anche la mostra “Filippo Tommaso Marinetti e l’Avanguardia futurista a Trieste”, curata da Alessandra Sirugo, in programma dal 19 novembre al 1 febbraio nello Spazio Forum del Museo Lets. Il percorso si articolerà in molteplici nuclei tematici, che accompagneranno il visitatore dalle origini letterarie e simboliste di Marinetti fino alle esperienze d’avanguardia sviluppatesi nella Venezia Giulia. L’esposizione allargherà lo sguardo ai protagonisti del futurismo triestino e giuliano: da Bruno G. Sanzin a Giannina Censi, da Tullio Crali a Vito Timmel.

Un altro ritratto dello scrittore
Un altro ritratto dello scrittore

Tre conferenze itineranti sono invece previste il 14, 21 novembre e il 12 dicembre (prenotazione obbligatoria all’indirizzo alessandra.sirugo@comune.trieste.it). Gli incontri accompagneranno il pubblico attraverso i luoghi cittadini alla presenza di Marinetti, quindi dal Museo Revoltella a piazza della Borsa, dalla storica Libreria Cappelli al Politeama Rossetti passando per la Società Filodrammatica, il Museo teatrale Carlo Schmidl e la sede del Piccolo. Fotografie d’epoca, manifesti e documenti guideranno la ricostruzione di incontri e iniziative restituendo alla topografia urbana la memoria di una stagione di sperimentazioni. Anche il teatro e la musica avranno un ruolo centrale.

Due gli appuntamenti dei “Lunedì dello Schmidl” dedicati alle innovazioni sceniche e sonore del movimento. Il primo, il 23 novembre a Palazzo Gopcevich, sarà un omaggio a Silvio Mix, compositore nato a Trieste nel 1900 e scomparso prematuramente nel 1927, tra le figure più originali della musica futurista. Il secondo, il 14 dicembre, ripercorrerà le traiettorie teatrali triestine a partire dalla serata del Rossetti del 1910, quando la provocazione, la contaminazione fra parola e musica e il coinvolgimento del pubblico contribuirono a definire una nuova forma di spettacolo. Il cinema e la fotografia saranno invece al centro dell’appuntamento del 20 novembre, sempre a Lets, dove lo scrittore e giornalista Carlo Montanaro terrà la conferenza “L’insospettabile cinema futurista”, mentre il 20 gennaio nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich, Claudia Colecchia, responsabile della Biblioteca e Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte, indagherà “La città futurista. Marinetti, Trieste e le immagini della modernità”.

Persino la cucina, con la sua carica dissacrante, entrerà nel percorso. Il celebre imperativo marinettiano «Abbasso la pastasciutta!», tratto dal Manifesto della cucina futurista, ispirerà laboratori creativi rivolti ai più giovani, guidati da Donatella Deluca e Lorenza Masutto il 19, 21 e 22 gennaio.

A chiudere il programma, il 18 febbraio, sarà un appuntamento dedicato al curioso intreccio tra avanguardia e letteratura per l’infanzia, attraverso il libro “Il Reuccio e il suo cruccio”, pubblicato nel 1931 dalla scrittrice triestina Maria Gioitti Del Monaco, dove compare un menù ispirato alle suggestioni futuriste.

La scommessa dunque è quella di leggere Marinetti oltre il personaggio e oltre il gesto provocatorio, restituendo la complessità di un movimento che investì letteratura, arti visive, teatro, musica, fotografia e persino abitudini quotidiane. Trieste offre l’occasione di ricomporre questa storia attraverso documenti spesso poco conosciuti e di riconoscere la vitalità di una stagione in cui l’avanguardia cercò di cambiare non soltanto il modo di fare arte, ma anche quello di guardare il mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo