Petrenko, Muti, Blomstedt, Haitink le bacchette magiche di Salisburgo

Grandi nomi sul podio al festival nella città di Mozart e altrettanti titoli d’opera Anna Netrebko canterà “Adriana Lecouvreur”, Placido Domingo in “Luisa Miller”
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C’è chi, come Kirill Petrenko, sta per cominciare una grande avventura: il direttore principale dei Berliner Philharmoniker assumerà l’incarico da fine agosto e al festival di Salisburgo, cominciato ieri, terrà due concerti nella sua veste nuova il 25 e il 26 agosto. E c’è chi, come Bernard Haitink, novantenne, ha annunciato l'imminente ritiro e nella città di Mozart sarà a capo dei Wiener Philharmoniker il 30 e il 31 del mese prossimo con Murray Perahia solista al pianoforte. Insomma, ancora una volta, al festival della città di Mozart, c’è molto del meglio della grande musica. C’è Riccardo Muti, naturalmente, che ci viene dal ’71: con i Wiener eseguirà in tre concerti esauriti da tempo, tra cui quello nella mattina di Ferragosto, la Messa da Requiem di Verdi, dedicandola a Herbert von Karajan nel 30° anniversario della scomparsa. E ci sono tante altre bacchette magiche: Daniel Barenboim, Andris Nelsons, Yannick Nézet-Séguin e Herbert Blomstedt, novantadue anni e non sentirli, che, con la Gustav Mahler Jugendorchester, sarà anche il 3 e il 4 settembre al teatro Verdi di Pordenone, dove la compagine ha la residenza estiva.

Certo, non mancherà l’opera con titoli come Idomeneo, Medea, Oedipe, Alcina, Orfeo all’inferno, Salome, Simon Boccanegra e Luisa Miller. Quest’ultima, in forma di concerto, nel ruolo di Miller vedrà, il 25 e il 31 agosto, l’eccezionale partecipazione di Placido Domingo, che, un po’ perché l’età si fa sentire e un po’ per ampliare un repertorio già vastissimo, ormai predilige esibirsi come baritono, non come tenore. L’altra opera proposta in forma di concerto è, invece, l’Adriana Lecouvreur, con protagonista la grande Anna Netrebko, sempre bellissima, sul palco del Grosses Festpielhaus, il 28 e il 31 luglio nonché il 3 agosto, assieme al marito Yusif Eyvazov. E merita raccontare ancora una volta, in due parole, la favola della divina Anna che, per pagarsi gli studi di canto, lavava i pavimenti del teatro Marinskij (allora teatro Kirov) di San Pietroburgo. Ora, è semplicemente una star, contesa in tutto il mondo.

Al festival, che andrà avanti fino al 31 del prossimo mese, ci saranno grandi solisti, a cominciare da Maurizio Pollini (il 18) che, se la tecnica non è più quella dei tempi d’oro, continua a essere un’istituzione del pianismo mondiale e continua a incidere per Deutsche Grammophon: l'ultima fatica è di qualche mese fa, interamente dedicata a Chopin. Ma, oltre a Pollini, potremo ascoltare Grigorij Sokolov, Evgenij Kissin, Arcadi Volodos, Khatia Buniatishvili, pure lei bellissima (tra le artiste di punta Sony Classical), Mitsuko Uchida e Martha Argerich (in un concerto diretto da Barenboim), mentre, tra i violinisti, avremo Anne-Sophie Mutter (in un altro concerto diretto da Barenboim) e Patricia Kopatchinskaja con il suo vezzo di suonare scalza: sarà sul palco con Kirill Petrenko e i suoi Berliner Philharmoniker a interpretare Schönberg. Del resto, tra così tanta musica, tra l'atmosfera di una città sempre magica e di forte attrazione per i turisti, non potrà non aleggiare la figura di Herbert von Karajan, salisburghese, che a lungo impresse la propria debordante personalità al festival. In altre parole, un confronto tra l'epoca sua e quella attuale sarà inevitabile. —



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