I segreti inespressi di Elizabeth Strout: l'autrice da Premio Pulitzer torna in libreria con «Le cose che non diciamo»

Entrato tra i finalisti del Booker Prize, il nuovo libro presenta il personaggio di Artie Dam: un viaggio toccante nelle fratture familiari e nell'America contemporanea

Sara Del Sal

Intenso, toccante, semplicemente stupendo. “Le cose che non diciamo” (Einaudi, 208 pp, 19 euro, traduzione di Susanna Basso), l’ultimo lavoro dell’autrice americana Elizabeth Strout è un romanzo che, dopo il premio Pulitzer per la narrativa per “Olive Kitteridge”, potrebbe vederla premiata nuovamente: è infatti già inserito tra i finalisti del The Bookers Prize in questi ultimi giorni.

In questo nuovo lavoro Strout introduce ai lettori Artie Dam, un protagonista inedito. Contrariamente agli ultimi suoi romanzi che hanno portato avanti e intrecciato le vicende di alcuni personaggi regalando loro nuove evoluzioni, Strout qui parte da zero, creando un uomo semplice, un insegnante di storia molto amato dai suoi allievi che vive in una bella casa affacciata sulla costa del Massachussets contemporaneo. Artie apparentemente è felice, è sposato con Evie, una terapeuta familiare che appartiene ad un contesto abbiente, con cui ha avuto un figlio, Rob, diventato un apprezzato ingegnere. Ma Artie è anche in piena crisi con la moglie. Intorno a loro ci sono, come sempre nei romanzi dell’autrice, tutte le persone con cui Artie entra in contatto, in un viavai di frequentazioni, tra la scuola, le amicizie e la vita di tutti giorni. Un nuovo microcosmo creato meticolosamente che si rivela uno straordinario campionario di esseri umani con le loro fragilità e le loro potenzialità.

Artie ha cinquantasette anni e si muove tra i punti fermi di una vita tranquilla, ma si accorge che sono tante, tantissime, le cose che non vengono mai dette nella vita di tutti i giorni. È proprio questo un dettaglio che il titolo in italiano non esplicita, quel “mai” che è ben chiaro nel titolo originale, “The things we never say”. Non si dicono mai, diventano segreti pesanti, incondivisibili, e questo pensiero, questa consapevolezza, lo spinge a riflettere.

In un mondo che sta correndo e cambiando in direzioni anche preoccupante, l’insegnante preferito dagli studenti si sente solo, sempre più lontano dalla vita dei suoi cari. Guardando indietro, potrebbe essere stato l’incidente accaduto al figlio una decina di anni prima a causare questa frattura. Rob, allora diciasettenne e probabilmente non del tutto incolpevole, era alla guida dell’automobile in cui la sua fidanzatina ha perso la vita. Allora, dopo lo shock, tutta la famiglia era stata costretta a rileggere i propri ruoli: Evie aveva scelto la carriera da terapista e si era buttata a capofitto sul lavoro, Rob si era messo a studiare per diventare uno sviluppatore di software, diventando però da quel momento sempre più taciturno, e Alfie ha iniziato a soffrire per questo nuovo atteggiamento del figlio. Anche la scuola inizia inevitabilmente e irrimediabilmente a cambiare: dopo la pandemia gli studenti sono ansiosi, hanno paura ma non sanno nemmeno capire da cosa sono spaventati.

E poi ci sono le elezioni in arrivo, quelle del 2024, che stanno portando l’America a riscoprire antichi rancori sociali. Artie si trova sempre più spettatore di un mondo che non riesce a decifrare fino in fondo nonostante continui a tenersi informato per cercare di mettere a fuoco alcune delle nuove figure che stanno emergendo. Talvolta si chiede se valga la pena continuare a vivere, e, proprio quando sta per toccare il fondo, un incidente in barca lo riporta al centro della sua vita e della sua famiglia. Non solo, gli permette anche di trovare un amico, Ken Moynihan, l’uomo che gli ha salvato l’esistenza. È proprio a quest’uomo, distante dalla cerchia di amicizie con le quali ha vissuto fino ad allora, che Artie sceglie di rivelare il segreto che si ritrova ad affrontare da solo e che in un attimo gli ha fatto crollare ogni certezza. Ken e Artie si legano grazie alla sincerità in un rapporto nato per caso, trovando conforto nella possibilità di rivelare i loro pensieri all’altro senza temerne il giudizio.

Strout intraprende uno straordinario viaggio nei meandri più nascosti dell’animo umano e regala ai suoi lettori, grazie alla sua tecnica di scrittura semplice e diretta, un’esperienza indimenticabile. Una lettura non solo piacevole: necessaria.

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