Il debutto di “Romeo e Giulietta” a Trieste tra ’800 francese e Balcani

Venerdì sera al Teatro Verdi la prima dell’opera lirica, sabato tocca alla prosa al Politeama Rossetti

Il regista Paolo Valerio (foto archivio Lasorte)
Il regista Paolo Valerio (foto archivio Lasorte)

L’attesa è finita. Venerdì sera a Trieste andrà in scena l’ambiziosa scommessa fatta dai Teatri Verdi e Rossetti su Romeo e Giulietta” di Shakespeare: quella di portare per la prima volta sullo stesso palco un’opera lirica e il capolavoro drammaturgico da cui essa è nata, ma nella sua rilettura contemporanea, in un intrigante gioco di rimandi tra il Cinquecento inglese, l’Ottocento francese e la visione contemporanea dell’unico regista Paolo Valerio.

Si parte venerdì sera alle 20 con l’opera musicata da Gounod. Opera peraltro rappresentata in città solo due volte – nel 1913 e nel 2010 –, dettaglio che aggiungendo un’ulteriore ragione di interesse a questo ritorno nella nuova veste “doppia”. Inoltre la travagliata vicenda creativa del Roméo et Juliette, intrappolato tra le esigenze produttive di genere del sistema tardo ottocentesco francese, e l’anelito di libertà estetica di Gounod, sembra proprio preludere alla rilettura complessiva di Paolo Valerio, puntando l’accento nel finale sul valore eterno, trascendente dei temi scespiriani e quindi ad un’interpretazione atemporale prima e attuale poi.

Anche l’opera in prosa vedrà poi, in via del tutto eccezionale, l’orchestra del Teatro Verdi impegnata sulle musiche originali di Valter Sivilotti, pianista, direttore e compositore, figura trasversale tra musica colta e cantautorato con molte collaborazioni eccellenti all’attivo.

Sul podio dell’opera al suo debutto nel teatro cittadino Leonardo Sini, uno dei giovani talenti più interessanti del momento e già ben accolto su palchi del calibro di Maggio Musicale Fiorentino, Tokyo, Deutsche Oper Berlin, Opera Australia e Opéra National de Paris.

L’ampio cast di Gounod vede poi un altro doppio debutto eccellentissimo, al Verdi e nel ruolo di Juliette, quello della nuova diva armena Nina Minasyan, voce contesa dai migliori palchi del mondo.

Anche il “Romeo e Giulietta” in prosa di Shakespeare vedrà sul palco un cast di prim’ordine, un notevole gruppo di attori – molti dei quali per scelta registica giovanissimi – che attraverso un lavoro potente e armonioso assicurano alla messinscena di questo capolavoro il giusto equilibrio di energia, vitalità, leggerezza, poesia nella parte iniziale, per condurre poi il pubblico nella drammatica e toccante conclusione. Nella versione in prosa del dramma del Bardo, tanti i richiami all’attualità.

«Desideravo che a questa nuova edizione di “Romeo e Giulietta” facesse sfondo un luogo universale, che potesse raccontare la tragedia dei due amanti in un contesto di violento contrasto, come è nel testo di Shakespeare – spiega Valerio –. Ho pensato di alludere alla guerra dei Balcani perché si tratta di uno scenario vicino a noi ma al contempo ormai a distanza». Il debutto in prosa è previsto sabato alle 20.30.

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