Rumiz racconta a Trieste il mito di Europa, la madre di tutte le migranti

Il reading dello scrittore sarà accompagnato dalla European Spirit of Youth Orchestra

TRIESTE Un leggendario viaggio per mare da Oriente a Occidente, dalle coste del Libano alle sponde del Vecchio continente, per rileggere con sguardo contemporaneo, attraverso parole e note, il mito di Europa. È la filosofia alla base dello spettacolo “Tamburi di pace 3.0-Canto per Europa”, che giungerà a Trieste oggi, alle 21, per la sua tappa conclusiva dopo una tournée che ha toccato diversi Comuni italiani. Sul palco allestito nel cortile delle Milizie del castello di San Giusto, saliranno un’orchestra sinfonica di giovani musicisti provenienti da tutt’Europa, diretta dal maestro Igor Coretti Kuret, e il giornalista e scrittore Paolo Rumiz, che con i propri versi accompagnerà il pubblico in una narrazione che dal passato si cala nel nostro presente. «I versi che leggerò, tratti dal libro “Canto per Europa”, che uscirà tra un anno, sono nati dall’idea dell’amico triestino Piero Tassinari, skipper e armatore di una barca ultracentenaria, Moya, che nei giorni della Brexit mi propose un viaggio per mare alla ricerca del mito di Europa - racconta Rumiz -. Piero è scomparso pochi mesi dopo questo viaggio, lasciandomi il mandato di portare avanti questa sua intuizione».

L’Europa del mito, ricorda Rumiz, è una principessa fenicia, rapita da Giove e da lui portata verso Occidente. «Per certi versi Europa è la madre di tutte le migranti: è la prima donna che attraversa con paura il Mare Nostro in tempesta, per approdare al Vecchio continente. Ci ricorda le nostre origini orientali e il destino millenario di un continente capolinea di popoli venuti da lontano». Il racconto di Europa s’intreccerà con la storia leggendaria di un’altra principessa: il contrappunto musicale alle parole di Rumiz sarà offerto dalla suite sinfonica Sheherazade, composta da Nikolaj Andreevic Rimskij-Korsakov nel 1888. E alcune parole vanno spese senz’altro per la European Spirit of Youth Orchestra, che Rumiz accompagna come voce narrante ormai da un lustro: nata 30 anni fa, riunisce giovani talenti, dai 12 ai 20 anni d’età, selezionati annualmente in tutt’Europa. «Ogni anno decine di giovani musicisti, provenienti da Paesi non sempre in accordo tra loro, si riuniscono e in breve tempo diventano un’unità sinfonica. Un’esperienza unica, che racconta l’Europa come dovrebbe essere: luogo d’incontro e di dialogo interculturale». —

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