Se Juliet si innamora dell’idolo rock del marito

Testardo. Agguerrito. Ossessivo e privo di ogni senso del limite. Difficile trovare un fan più appassionato di Duncan, uno dei protagonisti di “Tutta un’altra musica”, il romanzo di Nick Hornby da cui Jesse Peretz ha tratto il suo nuovo film “Juliet, Naked”. Come in una religione pagana Duncan (O’Dowd), docente 40enne, si è immolato al culto di Tucker Crowe, rocker maledetto che, di punto in bianco, ha misteriosamente abbandonato lo show-biz per svanire nel nulla, lasciando il seguito di estimatori nel più profondo smarrimento. Dalla sua, Duncan ha reagito erigendo un ideale monumento allo “scomparso”: in casa con archivio di dischi, poster e memorabilia da adorare in una stanza stile cappella privata, in rete gestendo un blog dove si accapiglia in videochat con altri “orfani” di Crowe sparsi in giro per il mondo. Stufa di trascinarsi in una vita perennemente in stand-by, persa ogni speranza di comunicare verbalmente con Duncan, un giorno la compagna Annie (Byrne) apre il blog e scrive una critica tagliente, per una volta controcorrente rispetto alle solite recensioni adoranti: in risposta, sorprendentemente, riceverà una mail – la prima di una lunga serie – proprio dal redivivo Tucker.
Dei temi classici di Hornby c’è tutto: amore, rock e vita, a portare avanti la bandiera di “Alta fedeltà” e “About a Boy”, opere (e film) irrinunciabili per entrare nello spirito dell’autore britannico che han segnato una generazione.
Anche in questa divertente commedia, sia pure non anthemica come le due citate, non manca quell’inconfondibile vena intrisa di malinconia, che la sceneggiatura stende sulla traccia portante della love story. Se questa rappresenta il “lato A”, il B vede tutta la difficoltà di diventare adulti, le chance che la vita ci offre – “Tutta un’altra musica”, appunto – ma che spesso non sappiamo cogliere, la proiezione nel virtuale con le sue illusioni e il rifiuto di vivere una vita reale nella sua pienezza: significativo il fatto che l’unica in grado di leggere e rendere il vero Tucker “naked” sarà proprio la persona che meno ha contribuito a costruirne il personaggio. Annie appunto esce come un personaggio femminile forte e la Byrne buca lo schermo. O’Dowd, comico irlandese, è irresistibile nella sua logorrea e nelle reazioni quando mangia la foglia. –
F.GR.
Juliet, Naked di Jesse Peretz
con Rose Byrne, Ethan Hawke, Chris O’Dowd, Megan Dodds
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