Spano e il DayDreamingProject «I locali? Soluzione più moderna»

In undici anni di attività  un centinaio di eventi nello spazio Metrokubo in Cavana e al Knulp «Ci piace l’idea di violare l’intoccabilità dell’arte»



Nanni Spano e l'associazione DayDreamingProject organizzano mostre dal 2007, in undici anni un centinaio di eventi. L'idea di occuparsi d'arte contemporanea nasce con la creazione di un'omonima rivista online e in breve dagli spazi virtuali le opere invadono quelli reali. Le sedi espositive a Trieste si alternano numerose, ma in particolare sono lo spazio Metrokubo, in Cavana, e il poco distante bar-libreria Knulp a confermarsi i luoghi strategici.

La scelta di esporre in un locale che si occupa anche d'altro è legato alla visibilità: «Nelle gallerie tradizionali - dice Spano - il grosso del pubblico è presente solo al vernissage. In un locale, invece, il giro di gente è costante per tutto l'orario di apertura e l'artista è contento. A noi piace l'idea di violare l'intoccabilità dell'arte e ci sembra una soluzione più moderna ed europea».

Grazie al contatto della rivista online, arrivano negli anni a Trieste diversi artisti e illustratori tra cui Akab, Officina Infernale, Andrea Guerzoni, e personaggi come Guglielmo Manenti, capace anche di coinvolgere la gente in progetti aggregativi.

«Tra gli eventi che ricordo con più piacere ci sono il centenario del Futurismo, quando abbiamo portato allo Studio Tommaseo PierPaolo Koss con i suoi bozzetti di spettacoli futuristi e la sua performance sul cavaliere elettrico, e la mostra di Domenico Notarangelo “Il Vangelo secondo Matera”, una serie di foto scattate durante la lavorazione del famoso film di Pasolini e rimaste nel cassetto per trent'anni».

E poi c'è la nascita del Bloomsday, evento oggi diventato un appuntamento fisso dell'estate triestina. Fino a ieri le pareti di Knulp hanno ospitato la mostra di Andro e Debora Malis “Per grazia rifiutata”, una riflessione su arte e fede, mentre oggi si festeggiano i quarant'anni della Legge Basaglia con i lavori di Boris Fernetich, un'originale via crucis che mescola dolore e liberazione.

La situazione artistica oggi da noi? «Io vedo tanto fermento e tanta voglia di fare - aggiunge Spano - e vedo anche talenti. Il fatto, poi, che sia tutto frammentato e poco coordinato non aiuta i talenti ad emergere». Perché proprio Knulp? «Abbiamo la stessa linea: gratuità nella concessione dello spazio e libertà espressiva». —



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