La sfida del dialogo e dell’identità nelle terre segnate dal confine

Quattro incontri di “Storie di confine” tra Gorizia, Pordenone, Udine e Trieste: ecco il programma

Margherita Reguitti
Piazza Transalpina (foto archivio Bumbaca)
Piazza Transalpina (foto archivio Bumbaca)

Ripensare l’idea di confine e dare un contributo di coesione nel futuro dell’Europa all’indomani di Go!2025. Sono questi i perni di concetto e riflessione del programma di quattro incontri “Storie di confine”, nuovo progetto della Regione con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e del premio giornalistico internazionale “Storie di confine. Il potere trasformativo del dialogo”.

Per Mario Anzil, vicepresidente e assessore alla Cultura «questa terra di confine ha saputo trasformare le fratture in dialogo e le diversità in valore condiviso. Qui la cultura di frontiera non è formula astratta, ma pratica quotidiana, intreccio di lingue, popoli, memorie e appartenenze, nel reciproco rispetto e specificità».

Mission condivisa dal Gect Go che partecipa al progetto. Concetti ribaditi anche da Massimiliano Tarantino, direttore della Fondazione Feltrinelli: «Con la Regione si vuole attivare un territorio di pensiero all'avanguardia, capace di elaborare e proporre uno sguardo critico, che veda nella cultura transfrontaliera un elemento pragmatico con cui l'Europa smette di essere un'idea astratta per diventare pratica quotidiana».

Primo appuntamento il 17 a Gorizia, Auditorium della Cultura friulana alle 18. Si parlerà del confine politico, inteso non solo come spazio di sovranità statale, ma simbolico di identità collettiva. Interverranno: Stefano Bartolini, European University Institute di Firenze, Angela Mauro, inviata di Huffpost Italia a Bruxelles e Raoul Pupo, storico e docente dell’Università di Trieste.

Il 3 marzo a Pordenone, ex Convento di San Francesco, Helena Janeczek, scrittrice, Marco Aime, antropologo, Monique Veaute, vicepresidente Fondazione Romaeuropa Festival, proporranno una riflessione sul concetto di confine culturale come incontro tra tradizioni, linguaggi e visioni per un arricchimento reciproco.

Il 9 aprile a Udine, Palamostre alle 18.30, il dialogo verterà su confine economico, relatori Leonardo Becchetti, Università di Roma Tor Vergata e editorialista di Avvenire e Il Sole 24 Ore, Alessandro Rimassa, scrittore e imprenditore, Tiziana Monterisi, ceo e co-founder di Ricehouse.

Il programma si chiuderà il 4 maggio al Rossetti di Trieste alle 18.30, con al centro un’analisi del confine umano attraverso i contributi di Mojca Pajnik, Università Ljubljana e Anna Granata, Università Bicocca di Milano. Una riflessione sulle dinamiche di conflitto, ma anche di integrazione e convivenza. Ingresso agli incontri libero, prenotazioni su dice.fm.

Premierà poi inchieste realizzate in un contesto transfrontaliero il nuovo premio giornalistico “Storie di confine. Il potere trasformativo del dialogo”. In giuria i giornalisti e scrittori Marzio G. Mian e Fausto Biloslavo, Caterina Croce, responsabile contenuti editoriali Fondazione Feltrinelli, e Teresa O’ Connell, direttrice editoriale Are We Europe.

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