Sul Molo Audace di Trieste i gesti poetici del “popolo della lentezza”
Sabato 13 giugno alle 19 la performance “Onda-Azione Danzata”, ideata da Marta Zacchigna e Sara Todeschini

Una performance site-specific che si contrappone al mito della velocità del vivere quotidiano. Il 13 giugno alle 19 il “popolo della lentezza” torna sul Molo Audace. Dancing House presenta la terza edizione di “Onda-Azione danzata”, ideata da Marta Zacchigna, insegnante di danza contemporanea e flow movement, e Sara Todeschini, insegnante e formatrice di Hatha Yoga e presidente del Centro Joytinat Yoga Ayurveda di Trieste.
Dancing House è un centro di ricerca in danza contemporanea il cui metodo pedagogico intreccia pratica del movimento e riflessione filosofica. E “Onda” è un progetto didattico e performativo, sorto nel 2023, che coinvolge in un percorso lungo 9 mesi performer non professionisti, provenienti da età e background differenti. Stavolta, oltre alle stesse insegnanti, a muovere l'onda saranno Francesco Facca, Arta Sulaj, Lulù Jacini, Massimiliana Viezzoli, Anna Simo Kenmogne, Francesca Torossi, Antonella Barbieri, Laura Michelazzi, Silvia Moroni, Ruzanna Lee e Miranda Saulich, accompagnati dalla viola di Elisabetta Chiappo.
«Al centro vi è una camminata estremamente rallentata, profondamente intensa e presente – spiega Zacchigna – capace di trasformare un gesto quotidiano in un’esperienza poetica, partecipata e contemplativa. Il passo non è orientato verso una destinazione, bensì diventa esso stesso luogo di pratica costante del qui e ora e, a tutti gli effetti, una dichiarazione esistenziale. Anche lo sguardo si fa più ampio, torna all’orizzonte, abbandonando gli schermi dei device, per recuperare un rapporto più pieno e sensibile con il mondo».
La performance lavora anche sul tema della relazione, i corpi-onda sono infatti interconnessi attraverso un particolare contatto fisico che permette di percepire anche le più piccole variazioni e i micro spostamenti reciproci.
Il Molo Audace resterà calpestabile per tutto l’evento e il pubblico potrà attraversare e abitare lo spazio performativo, anche avvicinando i performer. L’idea è di costruire nel tempo un appuntamento annuale capace di coinvolgere un numero sempre più ampio di persone.
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