Torna a Trieste Danceproject di scena Codici e Combinazioni

Sedici edizioni. Il festival Danceproject torna anche quest’anno e continua a perseguire l’obiettivo di mettere in evidenza eventi artistici nei quali la creazione nasce dall’incontro tra modalità, ottiche e prospettive diverse che trovano nella sinergia e nell’interazione un nuovo incentivo per sperimentare e quindi presentare il frutto di una ricerca al pubblico che si pone in ricettivo ascolto.
Sostenuto dal contributo della Fondazione Casali e di Reale Mutua ma stavolta senza quello, importante, della Regione, Danceproject, organizzato dall’Actis e diretto da Valentina Magnani, resta fedele agli intenti degli esordi: per volontà del suo iniziatore Claudio Viviani il festival è una manifestazione che mette in contatto le sperimentazioni della danza contemporanea con il teatro, le arti multimediali, la ricerca tecnica e musicale.
“Codici/Combinazioni” è il tema di quest’anno che viene illustrato oggi alle 11.30 al Giardino Tergesteo e che trova un interlocutore ideale in Laboratorio X di Alessandro Marinuzzi.
Il gruppo informale di teatro terrà la prossima settimana delle esibizioni pubbliche all’Actis. «La base stavolta - dice Marinuzzi - sono le combinazioni. Il nostro training si basa sul gioco combinatorio di tanti elementi dove ci sono dei codici da individuare, interpretare ed esibire tra teatro e movimento. Poi c’è l’aspetto delle combinazioni del caso, fortuito o voluto, un dialogo tra diversi linguaggi artistici: in questo caso un gruppo di attori performer con il mondo della danza. È l’idea di continuare i festeggiamenti per i vent’anni guardando al futuro chiamando una giovanissima coreografa poco più che ventenne».
Con Laboratorio X infatti lavora la giovane coreografa Giulia Bean che nel 2020 porterà un suo spettacolo nella stagione di Teatro Contatto a Udine e che racconta: «Sono felice perché la danza per me è una questione aperta e lavoro spesso con le composizioni istantanee in cui inserisco la parola e la recitazione: quest’occasione è ghiotta perché interagisco con alcuni pilastri del teatro». «Scrittura e improvvisazione - dice ancora Giulia Bean - sembrano elementi in antitesi ma non lo sono».
Di Laboratorio X saranno in scena Alejandro Bonn, Pasquale Di Filippo, Paolo Fagiolo, Omar Makhloufi, Silvia Padula, Michele Polo, Davide Rossi, Giuseppe Sartori, Marcela Serli e Tina Sosič.
Il 14 dicembre si terrà una serata in cui vari artisti presenteranno delle brevi performance, come il pezzo di Cantiere Danza “Amore che vai” per la coreografia di Erica Pacchioni e la partecipazione anche di Dario Cossutta, Valentino Pagliei, Sofia Kafol, Giorgia Caluzzi.
Presente anche la blasonata compagnia Arearea con Marta Bevilacqua che dichiara: «Negli ultimi dieci anni le nostre realtà hanno creato contesti coreutici, si sono supportate nelle criticità del sostenere l’arte dal vivo, lanciato il cuore oltre l’ostacolo e rischiato per un bene comune: la cultura del corpo, il valore della diversità dei linguaggi, il rapporto sincero con il pubblico». —
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