Trieste, i Faster Pussycat in concerto a Prosecco

In tour mondiale per i 40 anni di storia la grande band di Los Angeles arriva sull’altipiano grazie a Rock Out Project

Elisa Russo
I Faster Pussycat
I Faster Pussycat

A metà anni ’80 nel Sunset Strip di Hollywood a Los Angeles infiammava il glam metal, in quel movimento i Faster Pussycat si distinsero da molte band per un approccio più ruvido e decadente, fortemente influenzato dal blues rock, dal punk e da storiche formazioni come Aerosmith, Rolling Stones e New York Dolls. Oggi – 27 settembre - festeggiano i quarant’anni di storia con un tour mondiale, che domenica fa tappa (grazie all’associazione Rock Out X Project) al Kulturni Dom di Prosecco.

Le porte aprono alle 19.30 e in programma ci sono altre due formazioni losangeline: alle 20, Femme Fatale capeggiati da Lorraine Lewis (ex cantante delle Vixen), hard rock di matrice anni ‘80 e alle 20.45 Blacklist Union, band hard rock guidata dal frontman Tony West che fonde influenze classic rock con un tocco moderno.

I Faster Pussycat presero il nome dal film di culto “Faster, Pussycat! Kill! Kill!” di Russ Meyer e, guidati dall’istrionico cantante Taime Downe, costruirono un suono a metà tra l’attitudine di strada e l’eccesso più edonistico, con canzoni energiche ma allo stesso tempo melodiche, che hanno permesso alla band di contare su una fan base fedele e devota che li accompagna ancora oggi, dopo decenni.

Il loro debutto omonimo si impose con brani come “Babylon”, “Bathroom Wall” o “Cathouse”, diventati classici immediati della scena ed ancora in air play nelle principali radio di genere. La loro presenza nel documentario “The Decline of Western Civilization Part II: The Metal Years” finì di consolidare la loro leggenda nel pieno boom del Sunset Strip. Lungi dal seguire le mode, hanno condiviso la carriera con nomi come Mötley Crüe, Guns N’ Roses, Alice Cooper, Kiss, Ozzy Osbourne, Motörhead, dimostrando che la loro proposta andava ben oltre le etichette.

Con “Wake Me When It’s Over” raggiunsero il maggior successo commerciale grazie alla ballata “House Of Pain”, mentre lavori successivi come “Whipped!” mostrarono un’evoluzione verso territori più oscuri ma sempre con un animo rock. Dopo un temporaneo scioglimento, il fondatore e leader Taime Downe riaccende la fiamma a inizio anni 2000, con un’estetica più cruda e una proposta ancora più affilata e da allora rimangono in pista. A Prosecco (sul palco alle 22 per uno show di un’ora e un quarto circa) Downe, sarà accompagnato da Chad Stewart alla batteria, Danny Nordahl al basso (entrambi nella band dal 2001); il tour vede il rientro in formazione del chitarrista degli L.A. Guns Ace Von Johnson, già con loro dal 2010 al 2019, mentre alla seconda chitarra c’è Chris Borell.

«La mia idea iniziale era di riuscire a portarli al Rock Camp – racconta il presidente dell’associazione Rock Out Massimo Barzelatto – ma in quei giorni erano impegnati con dei festival in Inghilterra, abbiamo deciso comunque di non lasciarceli sfuggire, dato che non suonano in Italia da ben tredici anni. Li ho visti di recente dal vivo durante una crociera rock a Miami e ne sono rimasto davvero colpito, sono assolutamente in forma, con una scaletta che include tutte le loro hit andate un tempo in rotazione su MTV. Abbiamo venduto biglietti in Slovenia, Ungheria, mi ha scritto qualcuno che viene dalla Francia, da Roma: è una bella soddisfazione per noi».

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