Il Bloomsday 2026 nel segno di Dedalus, l’alter ego di Joyce

Conto alla rovescia a Trieste per la festa laica che, il 16 giugno, celebra l’Ulisse, focalizzata quest’anno sul secondo episodio dell’opera, Nestore

Tra i più seguiti eventi culturali che a giugno invadono le strade e piazze di Trieste c'è l'ormai tradizionale kermesse dedicata all'antieroe più celebrato della letteratura mondiale, Leopold Bloom, o più familiarmente Poldy, il protagonista dell'”Ulisse” di James Joyce. Unica figura al mondo frutto della fantasia a essere onorata con una festa laica: il Bloomsday, che si tiene nella ricorrenza del giorno in cui è ambientato il romanzo e in cui si dipana l'Odissea di Leopold Bloom, il 16 giugno (1904).

A Trieste il Bloomsday è organizzato dal Comune di Trieste col Museo Joyce in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Trieste. Quest'anno la sua 17ª edizione si svolgerà dal 13 al 16 giugno in diverse location sparse in città e prevede una serie di appuntamenti che comprendono eventi, animazioni, mostre, spettacoli, concerti, offerte enogastronomiche, tour guidati, laboratori e conferenze.

In realtà in piazza Hortis, già da venerdì sarà operativo dalle 9 alle 18 l’info point ufficiale del Bloomsday Trieste 2026 davanti al Museo LETS dove sarà possibile avere gratuitamente il programma del festival in formato quaderno, le cartoline, i segnalibri e le locandine, o acquistare le magliette e le shopper.

Ogni anno il Bloomsday triestino focalizza la propria attenzione su uno dei 18 episodi (per l'”Ulisse” non si parla di capitoli) che compongono il capolavoro che Joyce scrisse in gran parte proprio a Trieste. Per questa edizione la scelta è caduta sul II episodio,'Nestore, ovvero La scuola, in cui non appare ancora la figura di Leopold Bloom, ma che ha per protagonista Stephen Dedalus, che potrebbe anche essere visto come una sorta di alter ego del giovane Joyce.

È ancora mattina, quel 16 di giugno. Stephen Dedalus – giovane, squattrinato, tormentato – insegna storia e letteratura in una scuola di Dalkey, sobborgo a sud di Dublino. Tenta di fare lezione, risponde alle domande dei ragazzi, finché il preside, Mr. Deasy, vecchio unionista brontolone e antisemita, non lo convoca nel suo studio, gli paga lo stipendio e gli consegna una lettera sull’afta epizootica da far pubblicare sui giornali. Al centro dell'episodio stanno il denaro, la memoria, l’identità irlandese e il senso - o l’assenza di senso - della storia.

Attorno a Nestore o all'idea di no-stories, ruota il programma triestino che parte sabato 13 alle ore 10 all'Antico Caffè San Marco con una colazione (omaggio al quarto episodio, Calipso) a cura del Gruppo Teatrale Amici di San Giovanni de L’Armonia APS (su prenotazione). A seguire alle 11 sempre al San Marco  “Nestore in mezz’ora” in cui Laura Pelaschiar (Università degli Studi di Trieste, curatrice di Museo Joyce), introdurrà i tratti salienti del secondo episodio dell'Ulisse. Alle ore 17 nello spazio Forum del Museo LETS l’inaugurazione della mostra di Paolo Pascutto “Nestory – Joyce in cocci”.  Alle 19 al museo Sartorio uno show ispirato a “Finnegans Wake” a cura del gruppo musicale Whisky Trail. La prima giornata si chiude con due spettacoli. Alle ore 20 al Teatro Rossetti andrà in scena “Circe & Nestore” con Fulvio Falzarano nei panni di Leopold Bloom, adattamento firmato da Laura Pelaschiar e Paolo Quazzolo che farà incontrare in un inedito mismàs due episodi del capolavoro di Joyce. Alle 21  al CX Trieste, in Via dei Bonomo 2, invece spazio a  Bloom’s night out – Too Loo Loose live in concert: una serata di musica irlandese, energia rock e atmosfere celtiche.

Domenica 14 giugno si parte alle 10 al Museo LETS con la presentazione del libro di Lorenzo Greppi “Canti irlandesi. Il vento che scuote l’orzo” seguita alle 11 da un tour del Museo Joyce a cura di Laura Pelaschiar, che sarà anche la guida per il JJ Walking Tour in programma alle 12  con partenza sempre dal museo di piazza Hortis. Alle 17.30 al Caffè San Marco  inaugurazione della mostra di Alexandros Karavas “Newspaper. Soap. Potato – A graphic Ulysses”. Sempre dal San Marco ma alle 18 partirà LETS Walk, una versione rilassata del tradizionale itinerario a piedi nella Trieste letteraria guidato da da Riccardo Cepach, direttore artistico del festival, da Martina Vocci, giornalista radiotelevisiva e da Marco Favetta, storico dell'arte. L’ultimo appuntamento della domenica sarà alle 21 al Museo Sartorio con con “Ciacolopolis – L’arte del dialetto a Trieste”, ovvero una ciacola/concerto con Toni Bruna, Riccardo Cepach e Luigi Nacci.

Lunedì 15 giugno con partenza alle 11 in piazza Hortis una visita guidata al Museo LETS a cura di Cristina Fenu, mentre alle 15 lo stesso museo ospiterà il primo dei due laboratori per i bambini curati da Annalisa Metus. Alle 17 alla Biblioteca Statale Stelio Crise l’inaugurazione della mostra collettiva organizzata da Gruppo79 Past Future. Ineluttabile modalità del visibile a cura di Francesco Carbone. Mentre alle 18.30 al Sartorio è in programma la presentazione de La vittoria vuota, rappresentazione di Vu.8 un collettivo che si rivolge agli under 25 del territorio con problemi relativi a uso, abuso o dipendenza da sostanze. Alle 19.30 poi al Museo LETS uno dei momenti più attesi dell’edizione 2026 del Bloomsday:  Laura Pelaschiar presenterà l’anteprima di “The Book of Days “ in cui leggerà e commenterà estratti del diario triestino che Stanislaus Joyce, fratello minore di James, tenne dal gennaio 1907 al febbraio 1909 in uscita nel 2028 per la Cambridge University Press, documento eccezionale, quasi un romanzo con protagonisti i fratelli Jim e Stannie, Nora, Giorgio, Lucia e la Trieste dei primi del Novecento. In serata, alle 21 al Museo Sartorio, lo spettacolo teatrale dell’Armonia La scuola. Nestore.

La maratona joyciana prosegue il 16 giugno, a partire dalle ore 10 al Caffè San Marco, con la replica di Calipso-La colazione. Spazio poi nella stessa giornata alla replica di Bloomsday Kids al Museo Lets, a laboratori artistici di Susan Petri poppysmic plopslop alle 15 sempre in piazza Hortis e, alle 19 sempre al Museo, alla  proiezione del film “Nora” (2000). Gran finale alle 21 al Castello di San Giusto, Bastione rotondo, con il Bloomsday party per gustare una pinta di birra sulle note del flok della house band dei Wooden Legs

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Per tutta la durata dell’evento menu celtici e proposte a tema all’Antico Caffè San Marco, da Mimì e Cocotte e da Madreperla bistrot. 

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