Trieste, l’Archivio di Stato svela i segreti della Tripcovich in una mostra

TRIESTE Genesi, storia e sviluppo della Società Tripcovich, una delle più importanti agenzie nel campo della marineria e dello sviluppo portuale di Trieste.
È il tema al centro di una mostra documentaria curata dall’Archivio di Stato e allestita in collaborazione con la Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia, progetto che ha aperto i battenti nella sede dell’Archivio di Stato di via La Marmora 17, visitabile sino a venerdì, previa prenotazione scrivendo a as-ts@beniculturali.it o telefonando al numero 040/0647921.
La mostra si lega al motto “Imparare per la Vita”, lo slogan indicato dal ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, e a sua volta ispirato dalla traccia disegnata dal Consiglio d’Europa e riassunta nel manifesto “Heritage and Education – Learning for Life”. Memoria storica e impegno a favore della trasmissione delle conoscenze culturali.
La missione di fondo è questa e a Trieste è stata recepita dall’Archivio di Stato, ente che ha potuto avvalersi del supporto di una squadra “speciale” di giovani archivisti e ricercatori provenienti dal liceo classico-linguistico Francesco Petrarca, scesi in campo per l’occasione nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro.
Gli studenti triestini hanno così dato vita a un percorso tecnicamente codificato come “riordinamento del fondo”, avvenuto scartabellando tra documenti, lasciti, disegni, fotografie e registri contabili che hanno segnato l’intenso vissuto della Società Tripcovich, agenzia sorta a Trieste nel 1895 grazie a Diodato Michele Gerolamo Tripcovich, un ufficiale della Marina mercantile in grado di creare una delle realtà private più fiorenti dell’Impero Austro-ungarico.
L’esposizione ne narra sviluppo e caratteristiche, testimoniando l’evoluzione ad esempio in “società per azioni”, avvenuta nel 1912, sotto il nome di “D.Tripcovich & C. Società anonima di Navigazione Rimorchi e Salvataggi”, formula con cui verrà inaugurata anche una importante collaborazione con Goffredo De Banfield, intesa che condusse a un lavoro di sgombero e bonifica dei relitti che ostacolavano la navigazione lungo il Canale di Suez tra il 1956 ed il 1957.
Ulteriori dettagli sulla mostra visitando il sito www.archiviodistatotrieste.it o la pagina facebook. —
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