Alla collezione surrealista di Reners la menzione speciale del Contest 2026

I riconoscimenti assegnati ai dieci creativi vincitori dell’Its Excellence Award 10×10×10

Giulia Basso
La designer belga Chloe Reners Foto Giovanni Aiello
La designer belga Chloe Reners Foto Giovanni Aiello

La menzione speciale della giuria di Its Contest 2026 va alla belga Chloë Reners. È stato il riconoscimento più atteso della serata di ieri, venerdì 20 marzo,  l'unico assegnato dalla giuria nel suo insieme: prevede tutoraggio, networking e, l'anno successivo, un posto nella giuria stessa - ingresso a pieno titolo nella rete Its. La cerimonia si è tenuta nell'ex arsenale dell'Austrian Lloyd in Androna Campo Marzio 8, duemila metri quadrati con soffitti alti quindici metri, un'architettura industriale che porta con sé il peso della storia di Trieste.

Foto di gruppo dei partecipanti al Contest
Foto di gruppo dei partecipanti al Contest

I dieci designer - già tutti vincitori dell'Its Excellence Award 10×10×10, che comprende 10.000 euro, dieci giorni di residenza creativa e dieci mesi di esposizione a Its Arcademy - si sono contesi i premi speciali dei partner, assegnati da una giuria che riuniva, tra gli altri, il filosofo Emanuele Coccia, la storica della moda Dana Thomas, il designer Maximilian Raynor, il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Carlo Capasa, Renzo Rosso - fondatore del gruppo Otb - e lo stesso Tom Eerebout, curatore di Exposure. La motivazione della giuria per Reners fotografa una personalità rara: «Ha il raro dono di sapersi imporre senza intimidire, bilanciando una competenza solida con una visione sicura del futuro. Offre una prospettiva femminile di cui il settore, ancora dominato dagli uomini, ha molto bisogno. Ha il potenziale per guidare una maison».

Un abito scultura della designer Chloë Reners
Un abito scultura della designer Chloë Reners

Reners, che studia all'Accademia di Anversa e lavora da Schiaparelli, aveva portato al Contest una collezione ispirata al surrealismo di George Underwood per smontare la rappresentazione idealizzata del corpo femminile.

Tra gli altri premi: il Ray-Ban/EssilorLuxottica a Steven Chevallier per Out Rage, lettura dell'attivismo queer degli anni Ottanta in chiave contemporanea; il Camera Nazionale della Moda Italiana e il Modateca Deanna a Wenji Wu per la sua ricerca sulla maglieria; il Fondazione Ferragamo e il Wråd a Jamie O'Grady per SubTraction, sneaker modulare e smontabile senza colle; il Fondazione Sozzani a Tidjane Tall per una collezione sull'eleganza africana degli anni Settanta; il Pitti Immagine a William Palmer per «uno sguardo gentile sulla moda maschile, di cui oggi c'è assoluto bisogno».

A gennaio 2027 sarà il pubblico a decretare il suo preferito con il Public's Choice Award. —

 

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