Dalle piazze di Trieste al ring di X Factor: il sogno musicale di Angela Cotterle

Classe 2000 e stile vintage, la cantautrice ha superato le selezioni iniziali e sarà tra i primi concorrenti ad esibirsi  nella prossima stagione del talent

Elisa Russo
La cantante triestina Angela Cotterle sul palco
La cantante triestina Angela Cotterle sul palco

Ci sarà anche la cantautrice triestina Angela Cotterle nella prossima edizione di X Factor, in onda a settembre su Sky Original e Now. Dopo aver riconfermato Giorgia come conduttrice, i giudici Paola Iezzi, Francesco Gabbani, Jake la Furia e la new entry Irama (al posto di Achille Lauro) il talent musicale, sui social ufficiali del programma, ha cominciato a presentare qualche giovane concorrente che ha superato le selezioni: tra i primi a comparire, proprio l'artista triestina.

Anima da busker (spesso si esibisce nelle strade e piazze cittadine), Angela Cotterle, nata il 23 aprile 2000 a Trieste, ha cominciato con il teatro, entrando a otto anni nel gruppo di bambini del Rossetti, per proseguire con il laboratorio teatrale diretto da Luciano Pasinin sala Bartoli e poi spettacoli di fama internazionale quali "Magazzino 18" di Simone Cristicchi, "Joseph", il musical "StarTS". Ha imparato recitazione, canto, ballo, dizione, continuando lì fino ai 18 anni. Ha fatto parte del Coro del Fvg e nel 2018 ha iniziato a studiare canto da Joy Jenkins, poco dopo anche chitarra con Emanuele Grafitti, cominciando così il percorso cantautorale che porta alla pubblicazione di alcuni singoli; proprio con Grafitti e Matteo Brenci (entrambi chitarristi dal successo mondiale con i 40 Fingers), ha lavorato a un ep, in uscita a breve. Tante le esperienze dal vivo, anche in duo con Giorgia Giurco (Amber), una band che eseguiva cover dei Blues Brothers, e attualmente con il trio MissMas, assieme a Tea Sergi e Anna Guzzardi.

«Avevo già provato a partecipare a qualche talent – spiega – ma solo adesso mi sono sentita pronta sia musicalmente che personalmente. Perché ora mi sono accettata anche dal punto di vista personale, nelle mie stranezze».

Poco può svelare di come si sono svolte le selezioni, ma racconta di essere stata scelta tra i papabili concorrenti, su un totale di circa diecimila candidature, e aver dunque proseguito con i primi casting, dove oltre a cantare ha raccontato molto di sé (per esempio del suo dilettarsi anche con la pittura). Ha indossato il suo panciotto rosso portafortuna, che la accompagna in tutte le occasioni importanti, dalla laurea ai concorsi (è arrivata terza a Percoto Canta): «è il mio indumento preferito. Ho uno stile particolare – dice – un po' vintage, il rosso è un colore che mi sta bene e di solito mi porta fortuna. L'outfit comunica molto della personalità della musica, anche di ciò che si vuole trasmettere, oltre il fatto che uno si deve sentire a proprio agio con quello che indossa, e quindi è come il sound nella musica, che deve essere coerente».

Nel repertorio Cotterle ha sia brani da lei scritti che cover «tendenzialmente porto il mio progetto di inediti in giro, però mi sono ricreduta e ho apprezzato molto il fatto di aver ritrovato attraverso le cover alcune parti di me che non ero abituata a sentire: a suon di reinterpretare alcune canzoni e a studiarle mi sono emozionata come non mi emozionavo da tanto». Tra i giudici di questa edizione, le piacerebbe lavorare con Gabbani o Irama, ma trova ci sia un buon equilibrio e varietà tra tutti e quattro.

Angela Cotterle si è laureata con la triennale in Lettere moderne a Trieste, poi la magistrale a Udine. «L'università mi è stata molto utile – riflette –, non solo nella scrittura, ma anche per comprendere alcuni brani storici o interpretare e sentire meglio le canzoni, soprattutto quelle con un testo importante». Al momento però si sta dedicando a tempo pieno alla musica. «Penso di essere una triestina doc, nel senso che quando parlo in italiano inevitabilmente vengono fuori alcune frasi, parole, proprio in dialetto, perché per determinate situazioni rendono meglio. Ecco, non mi risparmierò sulla triestinità, anzi spero di far conoscere un po' questo dialetto agli altri concorrenti e al pubblico».

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