Tutti i “Works” per disperazione di Vitaliano Trevisan

«Dovessimo chiedere ai grandi scrittori italiani degli anni Zero di scrivere un libro sui lavori svolti nella loro esistenza, sappiamo abbastanza bene in che spettro di categorie potrebbe svolgersi la narrazione: lavori - per lo più - “intellettuali”, dove l’osmosi tra la propria scrittura e il lavoro svolto, avviene senza frizioni particolari. Ma c’è un’altra categoria di intellettuali-scrittori, che annovera tra le proprie file i più grandi artisti della prosa italiana: Busi, Falco e soprattutto Vitaliano Trevisan. Prima di fare lo scrittore, Trevisan ha vissuto facendo decine di lavori di ogni tipologia e categoria e scommette sulla sua esistenza, prendendo spunto dal suo libretto del lavoro. In 664 pagine mischia autobiografia, docufiction con digressioni sociologiche, antropologiche e riflessioni sulla condizione umana e del lavoro nel profondo Veneto, costruendo forse il capolavoro letterario degli ultimi vent’anni: “Works” (Einaudi, 2016). “Disperazione, per questo scrivo”, si legge a un certo punto in “Works” - ma che gioia per noi, la lettura». Ce lo consiglia Julian Zhara, giovane poeta classe 1986, performer, organizzatore di eventi culturali, è nato a Durazzo (Albania). Si è trasferito in Italia nel 1999, oggi vive e lavora a Venezia. Ha all’attivo due pubblicazioni, “In apnea” (Granviale, 2009) e “Vera deve morire” (pubblicata da Interlinea sulla collana Lyra giovani a cura di Franco Buffoni nel 2018). Presente tra i finalisti del Premio Dubito in “L’epoca che scrivo, la rivolta che mordo”(Agenzia X, 2013). Dal 2012 lavora col compositore Ilich Molin. Nel 2014 ha partecipato con un progetto di spoken music a Generation Y, evento sulla poesia ultima, a cura di Ivan Schiavone, al Maxxi. Sempre con lo stesso progetto, è presente all’omonimo documentario andato in onda su Rai 5. Cura assieme a Blare Out, il festival di poesia orale e musica digitale Andata e Ritorno. Nel 2016 gli è stata assegnata una menzione speciale al Premio Internazionale di Poesia Alfonso Gatto. —
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