Ultimo valzer di una ragazza perbene, gli eco-criminali di Avoledo

Lo scrittore pordenonese torna con una nuova indagine di Vittorio Contrada tra conflitti generazionali e scempi ambientali

Margherita Reguitti
Lo scrittore pordenonese Tullio Avoledo, in libreria dal 27 gennaio con il nuovo romano
Lo scrittore pordenonese Tullio Avoledo, in libreria dal 27 gennaio con il nuovo romano

Tullio Avoledo torna in libreria con una nuova indagine condotta con elegante spregiudicatezza dall’ avvocato milanese Vittorio Contrada, che gli intimi chiamano Controvento. Una favola nera ad alto tasso di adrenalina che dà energia immediata e costante al ritmo serrato degli avvenimenti dell’intreccio di Ultimo valzer di una ragazza perbene (Neri Pozza), nelle librerie dal 27 gennaio.

Trama complessa che, nello stile ora poetico e romantico ora destabilizzante ed eversivo dell’autore, porta in scena temi di peso contemporanei etici e sociali, prendendosi il compito di porre scomode domande al lettore, chiamato in causa con provocazioni inusuali. Tanti i perni sui quali volteggiano e a volte precipitano i personaggi, una giostra vorticosa dai profumi acri. Passato e presente si intrecciamo.

Il primo riaffiora con Claudia, fascinosa e barricadera compagna di classe del liceo che, smessi i panni della rivoluzionaria, ha sposato un ricco e spietato imprenditore “green”. Cosa vuole bella signora? Che Vittorio, da lei languidamente definito unico vero amico, l’aiuti a scoprire chi minaccia sua figlia Ada. Ventiduenne ribelle e insofferente alle regole della ricca borghesia che domina sotto la Madonnina e brillante studentessa di diritto ambientale e sostenibilità ecologia.

In un noir dove non ci sono morti ammazzati vi sono molte vittime della mancanza di morale e etica. L’amore è un sentimento di ieri, romantico ma non praticato se non da gentiluomini attempati. Il sesso on line offerto a pagamento dalla ragazza perbene Ada, senza alcun inciampo morale o etico, diventa l’arma della sua ribellione.

«In un mondo ove vengono a mancare le forme di protesta strutturate – spiega Avoledo – dove la partecipazione alla politica è svuotata di ideali e valori, i giovani ricorrono a forme a volte scomposte e contraddittorie per manifestare una rivolta personale, individuale. Molti di loro sono preparati, studiano e approfondiscono i temi, lo riscontro anche nei miei figli, ma poi non trovano una guida per farsi sentire».

Il tema del rapporto generazionale è declinato su piani diversi. Vittorio vede svanire la figura della madre la cui mente si perde nelle nebbie della demenza senile. Il suo mondo è ripiegato su se stesso e separato dalla realtà, come la splendida villa di famiglia sul lago Maggiore, dove Controvento porta Claudia in un uno dei momenti fra i più romantici della narrazione.

Il tema dei crimini ecologici, ricorrenti nei romanzi di Avoledo, si conquista posti di rilievo anche in questo lavoro. Vittorio infatti, con la sua socia di studio Gloria Almariva e l’aiutante esterno Ciuffo all’anagrafe Andrea Benati, si occupa di tutelare pro bono l’azione di cittadini che vogliono impedire la realizzazione di un parco fotovoltaico in un’oasi naturale. Alina, personaggio del precedente “Come si uccide un gentiluomo”, si palesa portando la notizia che ad Aquileia c’è stato lo scellerato progetto di impiantare pannelli solari nella città romana patrimonio Unesco .

Ma è un reportage internazionale che entra a gamba tesa con il racconto di uno scempio nel Mediterraneo, depauperato di fauna ittica per nutrire i capricci di super ricchi mondiali che si cibano di tonno rosso da 9 mila euro al chilo. Una notizia ignorata dai media mainstream ma sviluppata in un’inchiesta dal giornalista friulano Marzio Mian. «Stiamo tutti diventando più poveri salvo una ristretta oligarchia – sentenzia Avoledo – . Qui non ci sono cattivi nel senso classico del termine, ci sono eco-criminali sotto false coperture».

Come Morlacchi, patrigno di Ada la cui ricchezza è originata da loschi traffici dietro finti progetti pro-ambiente. Raffinate come dipinti rinascimentali le pagine ambientate nel palazzo veneziano di Claudia, accanto a poetiche pause di inusuale approfondimento: “Sarà triste sapere che l’estate/è trascorsa, che non si torna indietro/e che voi siete viva in qualche luogo/come un giardino autunnale nel vento”.

Avoledo racconta gli aspetti degenerati della società, con lucido sguardo e sorprendente passione per la bellezza possibile.

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