Una pandemia in pochi giorni impresa mai riuscita all’umanità

La scienziata Ilaria Capua spiega “Il viaggio segreto dei virus” per DeA Planeta: dal morbillo nell’antica Roma, alla Spagnola al West Nile, killer di corvi



Di virus si parla moltissimo da un anno a questa parte. Benché tutti sappiamo grosso modo di che cosa si tratta, sono numerose le domande che ci poniamo: come nascono i virus? Come sono fatti? Cosa possiamo fare per proteggerci? Il Covid-19 ha stravolto le nostre vite e la colpa della sua diffusione è principalmente dovuta all’uomo: nel XXI secolo siamo riusciti in un’impresa che non ha precedenti nella storia dell’umanità, quella di creare una pandemia nell’arco di pochi giorni. I tempi della natura sarebbero stati altri: per fare qualche esempio, la famosa influenza di inizio ’900, la Spagnola, ci mise due anni a fare il giro del mondo e il morbillo, ai tempi dell’antica Roma, forse mille anni.

Fa luce su questi argomenti, con un approccio adatto ai ragazzi ma anche agli adulti, una delle scienziate più famose della televisione, Ilaria Capua, diventata un personaggio amato e rassicurante proprio nell’ultimo anno vissuto all’insegna del Coronavirus. Ha scritto “Il viaggio segreto dei virus” (DeA Planeta, pp. 176, euro 13,90), un libro illustrato da Andrea Rossetto che racconta la storia e le origini di alcune grandi malattie virali e insieme riesce a sensibilizzare sull’urgenza di ripensare al concetto di salute.

I virus, parola che in latino significa “veleno”, sono piccolissimi parassiti che attecchiscono in un organismo vivente provocandogli effetti dannosi: con il loro genoma danno istruzioni alla cellula ospite come farebbe il sistema operativo di un computer e quella produce i “figli del virus”. I virus, spiega la scienziata, possono infettare qualsiasi essere vivente, e in primo luogo le persone. Dopo un elenco molto utile sulle parole chiave che si incontrano in questo campo, Ilaria Capua passa a trattare alcune malattie che hanno segnato la storia, come la peste di Atene scoppiata intorno al 430 a.C.

Tucidide, anch’egli colpito dalla malattia, narra il disorientamento dei medici che non avevano mai affrontato quella malattia proveniente dal Nord Africa per poi soffermarsi sui sintomi che andavano dalle vampate di calore alla testa al sanguinamento di lingua e faringe, fino alla tosse, al caldo insopportabile, alla sete. Spesso la causa scatenante delle pandemie è dovuta all’uomo: per la peste bovina, ad esempio, tutto cominciò con l’addomesticamento di animali che erano sempre stati selvatici, quando, senza rendersene conto, si stavano cambiando in modo drastico le regole dell’ecosistema, con conseguenze radicali.

Anche un altro virus, il West Nile, che nel 1999 colpisce prima i corvi di New York e di altre città americane che piovono dal cielo stecchiti e poi passa a contagiare l’uomo, arriva da lontano, in particolare ancora dall’Africa, dall’Uganda. Ma come ha potuto compiere un viaggio così lungo? Il veicolo di trasmissione sono le zanzare, le larve infette di questi insetti si spostano comodamente sulle navi merci da un continente all’altro. Ma i virus possono colpire anche le piante: banane, tabacco, tè possono essere infettate dagli afidi, piccoli come pidocchi, portati in giro dagli uomini e dagli animali che circolano nelle piantagioni.

L’interessante carrellata comprende anche l’Hiv, ovvero il virus sfuggente, la rabbia, l’ebola e naturalmente la Sars-Cov-2, il virus che ci ha catapultato in un mondo nuovo. Si tratta di minacce pericolose e imprevedibili ma l’uomo ha dalla sua parte le armi della scienza “che protegge anche dal virus peggiore di tutti, quello dell’ignoranza”.

Pensato per la nipotina, il libro di Ilaria Capua è un viaggio alla scoperta del mondo naturale e permette di capire meglio la realtà in cui siamo immersi. Capua ha diretto per oltre trent’anni gruppi di ricerca nel campo delle malattie trasmissibili dagli animali all’uomo e oggi è a capo del Centro di eccellenza One Health dell’Università della Florida. L’emergenza sanitaria attuale ne ha fatto un punto di riferimento. —

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