Una passeggiata con la mamma Trinca: «Il silenzio mi affascina»

VENEZIA

Una madre, una figlia e una valigia: sono i tre protagonisti di “BBM – Being My Mom”, il cortometraggio di esordio alla regia di Jasmine Trinca, interpretato da Alba Rohrwacher e Maayane Conti e presentato ieri alla Mostra di Venezia. Trinca, che quest’anno ha vinto anche il David di Donatello come miglior attrice per “La dea fortuna”, segue a distanza la mamma Rohrwacher e la figlia Conti in una lunga passeggiata per le strade di una Roma estiva e deserta, quasi senza tempo. Le due giocano, scherzano, si salvano a vicenda, sempre trascinandosi dietro la pesante valigia, fino al simbolico finale, un gesto d’amore e di condivisione. Il gioco è quello del ribaltamento di ruoli, quasi un passaggio di consegne: Jasmine lo dedica alla madre scomparsa una decina di anni fa, proprio quando l’attrice era da poco diventata mamma della figlia Elsa.

Un cortometraggio delicatissimo, senza parole, accompagnato solo dal frinire delle cicale, dalle cantilene della bambina, dalla musica e da molti silenzi: «La dimensione del silenzio mi ha sempre affascinato nei rapporti intimi, soprattutto madre e figlia», ha detto la regista. «A volte con mia figlia Elsa passeggiamo in silenzio, anche a lei fa piacere. Il corto è anche un’opera buffa, un misto di pianto e riso. È un’idea di ritornare al cinema muto, a un cinema che ho visto da piccola e che mi ha poi pervasa, formata e tutt’ora mi lascia commossa. Quando vedi “Il monello” di Chaplin accade così, un attimo ridi e l’altro piangi. Non che le parole non siano importanti, però possiamo anche farne a meno a volte».

L’attrice e regista si è detta emozionatissima di essere a Venezia, in concorso nella sezione Orizzonti. «Volevo provare la regia da molto, ma non riuscivo ad autorizzarmi. Cercavo la chiave giusta. Poi è arrivato questo piccolo racconto breve e intimo su una madre e una figlia, che ha anche a che fare col rapporto che ho avuto con mia madre. Dopo la sua morte ho capito come il suo sguardo mi aveva sempre influenzato». Jasmine voleva mettere in scena sua madre e ha considerato anche di interpretare il corto, ma poi «ho capiti che era meglio chiedere a un’amica e collega che aveva la capacità di toccare tutte le corde che andavano toccate, come Alba Rohrwacher, così io avrei potuto concentrarmi sulla regia».



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