Va a Toncich il Premio Cergoly per gli studi sull’Istria “laboratorio”

TRIESTE

L’Istria, come modello di convivenza nell’impero asburgico: questa ricerca, svolta negli archivi viennesi, ha convinto la giuria del Premio Cergoly che ha scelto Francesco Toncich, che aveva proposto il tema “L’Istria: un laboratorio culturale dell’Impero asburgico 1840-1860”. Il Premio Cergoly, istituito dal Club Touristi Triestini con il patrocinio del Circolo della Stampa, è aperto a opere redatte nelle lingue del Litorale (italiano, sloveno, tedesco, croato, friulano). Il riconoscimento, giunto alla quarta edizione, è dedicato a Carolus Luigi Cergoly Serini (Zriny), scrittore, poeta e giornalista triestino, nato nel 1908 e scomparso nel 1987. Cergoly, hanno sottolineato il presidente della giuria, Adriano Sancin, e il presidente del Club Touristi Triestini, Alessandro Sagambati, è poco ricordato nella sua città per le sue posizioni autonomiste e i suoi scritti che sottolineavano positivamente il buon governo e il multiculturalismo propri della casa d’Austria.

Finalisti del Premio sono stati inoltre Cesare Bellomo con il lavoro “La tutela giuridica delle rispettive minoranze nazionali nei rapporti italo-sloveni” e David Cusimano con “La Cattedra ambulante di agricoltura della provincia di Gorizia (1927-1935) e la sua produzione fotografica”.

Il testo di Toncich è un estratto dalla tesi di dottorato, discussa l’anno scorso alla facoltà di antropologia storica e culturale dell’università di Tübingen, in cui viene illustrata la struttura composita della regione istriana, lo stretto legame dell’Istria con l’impero asburgico, inteso come una “unità nella diversità” e infine il ruolo centrale della rete di scienziati e intellettuali locali e imperiali che crearono una nuova identità istriana multinazionale e persino ibrida. La penisola istriana, situata nel mezzo dei due grandi porti franchi asburgici di Trieste e Fiume, accrebbe il suo ruolo con la costruzione della principale base navale militare austriaca a Pola (1853–1856). L’Istria diventò lo scudo protettivo dei due porti e, al tempo stesso, un trampolino di lancio per progetti di espansione. Negli anni ’50, l’Istria venne scelta da Vienna come uno dei grandi laboratori culturali per sviluppare e testare i nuovi concetti di “diversità” e “mescolanza”, che fornirono le basi per ristrutturare lo stato, l’amministrazione e le società locali dell’impero. In questo processo ebbe un ruolo fondamentale Carl Freiherr von Czoernig (1804–1889), che visse in regione e morì a Gorizia, autore della "Ethnographische Karte der oesterreichischen Monarchie", importante strumento di visualizzazione per lo stato multietnico.

Francesco Toncich, lureato a Trieste, con specializzazioni negli atenei di Vienna e Tubinga, svolge ricerche di storia moderna e contemporanea, storia della Monarchia asburgica (1800-1918), storia di Trieste e dell’Istria, storia della scienza e medicina e museologia dell’800. Ora proseguirà le sue ricerche a Parigi. —





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