La Carmen alla Fenice con la regia di Bieito incanta il pubblico triestino

Melomani in trasferta in laguna per assistere allo spettacolo che vede nel ruolo di direttore d’orchestra il giovane Francesco Ivan Ciampa 

Sara Del Sal
Una scena della Carmen (foto Manuel Silvestri per la Fenice)
Una scena della Carmen (foto Manuel Silvestri per la Fenice)

Sono numerosi i triestini che in questo periodo si stanno concedendo una gita a Venezi, per raggiungere il teatro La Fenice dove è in scena “Carmen” di Bizet. Era il 2011 quando Calixto Bieito con lo scenografo Alfons Flores vennero premiati con il premio della critica italiana Franco Abbiati per un allestimento straordinario che da allora è stato ripreso in svariate occasioni a Venezia, come sta accadendo in questi giorni. Fino al 3 giugno, infatti, è in scena con un cast straordinario composto da artisti come Jean- Francois Borras e Stefan Pop che si alternano nel ruolo di Don José, Alessandro Luongo e Vittorio Prato in quello del “toreador” Escamillo con ELisa Balbo e Marta Mari che interpretano Micaela e Annalisa Stroppa e Marina Comparato nel ruolo del titolo. Un titolo che, grazie anche a delle arie famosissime, è uno dei più rappresentati al mondo e che, curiosamente, come molti altri, al debutto è stato un flop.

Tornando a Venezia, basterebbero solo il cast e l’allestimento a rendere l’appuntamento imperdibile, ma La Fenice ha giocato un ulteriore asso per questa produzione: il direttore d’orchestra. Sul podio, infatti c’è il giovane e talentuosissimo Francesco Ivan Ciampa. Un nome ben noto in città, con gli Amici della Lirica e altri appassionati di musica che lo hanno “scoperto” nel giugno 2016, ormai 10 anni fa, quando ha aperto il Lubiana Festival dirigendo un concerto con il basso baritono Erwin Schrott, con un’energia travolgente. Da allora, Ciampa ha continuato il suo percorso che lo porta a esibirsi nei concerti più importanti in Italia e all’estero, ma è passato anche da Trieste, dove, al Verdi, ha diretto sia opera che sinfonica dimostrando una lettura vibrante delle partiture, mai scontata. La sua presenza a Venezia, per Carmen, un titolo con il quale ha addirittura aperto una stagione dell’Arena di Verona in passato, è risultata la ciliegina sulla torta di uno spettacolo che, sulla carta si preannunciava come memorabile. Visto dal vivo, questo mix di talenti a cui si aggiungono i Piccoli Cantori Veneziani e con le maestranze del teatro stesso, che tra coro, orchestra e anche le comparse da sempre si distinguono per la loro eccellenza, si trasforma in una vera e propria esperienza immersiva.

La regia esalta al meglio una partitura che è quasi filmica, in cui i diversi motivi musicali si fanno quasi primi piani dei diversi personaggi, che si alternano, si mescolano, spariscono e poi ritornano. Ciampa è abilissimo in questo, regalando a ogni singolo strumento la sua possibilità di emergere senza mai sbilanciare l’insieme, mentre sul palco si rivive la storia della giovane che per la sua libertà ha trovato la morte per mano dell’uomo che diceva di amarla. Un ennesimo dramma della gelosia, che narra non solo la storia di Carmen e Don José, la zingara e il soldato che diserta per lei, ma mette anche in contrapposizione le diverse facce di quello che viene comunemente etichettato come “amore” e che invece nella realtà prende spesso forme diverse e lo fa con il contorno di una Spagna con tanto di arene in cui gli uomini affrontano i tori, mettendosi a nudo di fronte alle loro corna affilate, come ognuno fa quando entra in una relazione con un’altra persona.

Tutte le repliche, fino al 3 giugno, sono sold out.

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