“Vite che non sono la mia” Carrère torna in libreria

LIGNANO. È il libro più empatico, e più temerario, di Emmanuel Carrère: quello in cui l’autore sceglie di mettersi da parte e dare voce al dolore degli altri. «È un libro sulla vita e sulla morte, sulla povertà e sulla giustizia, sulla malattia e soprattutto sull'amore. È un libro in cui tutto è vero», ha spiegato lo stesso autore. “Vite che non sono la mia” torna nelle librerie dal 13 giugno a cura di Adelphi nella nuova traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio proprio in occasione della 35° edizione del Premio Hemingway, che assegna all’autore francese il riconoscimento per la sezione Letteratura.

Apparso in Francia nel 2009, “Vite che non sono la mia” ha dominato per mesi le classifiche. Emmanuel Carrère ha deciso di comporlo dopo due episodi che lo hanno segnato nel profondo: innanzitutto il devastante tsunami in Sri Lanka del 2004 e la morte per cancro della sorella della sua compagna. Carrère sarà al Centro Kursaal di Lignano il 21 giugno alle 21, in dialogo con lo scrittore Alberto Garlini, presidente di giuria dell’Hemingway. Il premio gli verrà consegnato sabato 22 giugno, alle 18.30 al CinemaCity. —

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