Finanziamenti alla Fondazione Luchetta, il Consiglio di Stato respinge il ricorso della Regione
I giudici di Palazzo Spada confermano la decisione del Tar e condannano il Fvg al pagamento delle spese legali. La commissione dovrà valutare di nuovo la domanda di contributo della Fondazione per il triennio 2026-2028

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia contro la Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin, confermando la sentenza di primo grado del Tar del Friuli Venezia Giulia. Con questa decisione, il massimo organo di giustizia amministrativa ha condannato l'amministrazione regionale anche al pagamento di 3.000 euro di spese legali.
La vicenda giudiziaria riguarda il bando per i finanziamenti regionali triennali destinati alle principali realtà culturali del territorio per il periodo 2026-2028, che mette a disposizione una cifra complessiva pari a 520.000 euro. La domanda della Fondazione Luchetta era stata esclusa dalla graduatoria per aver ottenuto un punteggio totale di 58 punti su 120, rimanendo sotto la soglia minima di sbarramento fissata a quota 60.
La bocciatura del punteggio e il verdetto dei giudici
A determinare il blocco dei fondi era stata la voce legata a capacità organizzativa, continuità e affidabilità gestionale, per la quale la commissione esaminatrice aveva assegnato 8 punti su 30. Dopo il primo annullamento da parte del Tar, la Regione aveva confermato l'esclusione e deciso di ricorrere in appello, sostenendo che la relazione presentata dalla Fondazione fosse meno dettagliata rispetto a quelle di altri partecipanti.
I giudici di Palazzo Spada hanno respinto la tesi della Regione, evidenziando che l'affidabilità di un'organizzazione vada valutata su elementi oggettivi e non solo sulla lunghezza formale del documento redatto. I venti anni di attività, il prestigio del Premio Luchetta e il rapporto storico di collaborazione con la Rai rendono privo di motivazione un punteggio così basso. La Regione dovrà quindi procedere a una nuova valutazione dell'istanza.
Le reazioni del mondo politico
La decisione riapre il dibattito sulle polemiche emerse nel corso del 2025, quando il presidente Massimiliano Fedriga aveva contestato pubblicamente la menzione speciale assegnata dall'organizzazione a Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi occupati. Tale episodio non ha comunque trovato riscontri formali all'interno degli atti di causa.
Non si sono fatte attendere le reazioni dell'opposizione in Consiglio regionale. Francesco Russo, consigliere del Partito Democratico, ha evidenziato come la sentenza metta un punto fermo a favore di una realtà simbolo di Trieste nel mondo, invitando l'amministrazione a prendere atto del verdetto e a garantire le risorse necessarie per la prosecuzione della manifestazione.
Riproduzione riservata © Il Piccolo










