Frana di Brazzano, dal 27 marzo i 25 cittadini sfollati potranno rientrare a casa

La zona arancione diventerà verde dopo gli interventi. Ancora attesa per i residenti nella zona rossa. Stanziati 660 mila euro per l’acquisto di nuove abitazioni

Marco Bisiach
Il vertice svoltosi a Cormòns con l’assessore regionale Riccardi
Il vertice svoltosi a Cormòns con l’assessore regionale Riccardi

Venerdì 27 marzo i residenti nella zona arancione di Brazzano potranno tornare finalmente nelle loro abitazioni dopo l’alluvione di novembre. Quel giorno finirà l’incubo per 25 cormonesi, mentre altre due famiglie e l’imprenditore vitivinicolo Nicola Manferrari, le cui proprietà ricadono in zona rossa, dovranno attendere ancora, con il rientro che ad oggi resta previsto per fine maggio.

È la bella notizia che l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi e il suo direttore centrale Amedeo Aristei hanno potuto portare, parlando a fianco del sindaco Roberto Felcaro, agli abitanti di Brazzano, incontrandoli in municipio. Resta dunque da sciogliere solo il nodo dei lavori di messa in sicurezza dell’area occupata dalla storica vigna Ronco della Chiesa, per i quali i tecnici della Protezione civile si stanno confrontando con quelli della famiglia Manferrari, cercando il miglior compromesso possibile tra tutela di paesaggio e vigneto, e sicurezza collettiva. Si conta comunque di avviare l’intervento entro due settimane. Ma torniamo alla svolta per la zona arancione.

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L’incontro con l’assessore regionale

Lunedì inizieranno i lavori di posa di una barriera composta da 160 blocchi di cemento, collocati proprio dove finisce la zona rossa, a protezione della strada e delle abitazioni. Questo permetterà di contenere eventuali colate di fango generate da copiose precipitazioni durante la fase dei contestuali lavori di realizzazione di una vasca di contenimento ai piedi del monte San Giorgio e lungo il canale della frana. Una volta terminati quelli, i blocchi verranno rimossi. Per posare questa barriera saranno sufficienti alcuni giorni ed è per questo che il 27 marzo la zona arancione sarà dichiarata sicura.

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Una foto che ritrae insieme le due vittime della frana avvenuta a Brazzano di Cormons. Foto Ansa

«Tiriamo un sospiro di sollievo, potremo festeggiare Pasqua a casa – dice Daniele Macor –. Alloggiavamo all’hotel Felcaro e anche se non ci è mancato nulla non sono stati tempi facili. Penso che se non fossimo in Friuli, saremmo rimasti sfollati magari per anni». «Finalmente i giorni dell’ansia stanno finendo: potremo tornare alla normalità – spiega Giorgio Deganis, della Cantina Zorzon, con annesso agriturismo –. Speriamo di salvare il periodo primaverile, ospitando presto tanti amici austriaci e non solo, che vengono abitualmente nel Collio. Poi, attendiamo ancora di poter veder riconosciuti i ristori per il fermo aziendale».

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L'abbraccio tra Jessica Hartwick e il sindaco Roberto Felcaro alla riapertura del “Buon sapore”. Foto Petrussi

Sulla questione l’assessore Riccardi (che ha parlato del risultato di un lavoro di squadra rivolgendo un plauso a Protezione civile, Comune e comunità cormonese) è stato cauto, annunciando però che il 3 aprile la giunta regionale approverà la modulistica per le attività produttive che vogliono presentare richieste di danno. Felcaro ha anticipato che il Comune, se ne avrà facoltà, è intenzionato a mettere a disposizione risorse.

Per i proprietari dei tre stabili spazzati via dalla frana del 17 novembre, che ovviamente non potranno più essere ricostruiti perché proprio lì andrà realizzata la vasca di contenimento, la Regione ha invece già approvato uno stanziamento di 660 mila euro. Coprirà l’acquisto di una nuova abitazione, o la sua costruzione ex novo, e sarà affiancato da altri 15 mila euro per i mobili.

Felcaro ha fatto anche il punto su tanti altri interventi in atto, a partire da quelli sui sentieri e le strade del Quarin e della Subida, e ha ringraziato la Regione per il progetto che porterà alla collocazione di un idrometro presso il ponte sullo Judrio tra Giassico e Quattroventi, per monitorare il livello del torrente e avvisare la popolazione in caso di allarme. —

 

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