Il rettore Di Lenarda: «L’AI sia un volano, non ci sostituisca»
Le dichiarazioni alla presentazione di Trieste Next. Petrillo di Area: «La tecnologia è già invasiva e fuori dal controllo». Del Negro dell’Ogs: «La ricerca è di grande importanza per la pace»

Trieste Next giunge alla sua dodicesima edizione. Guarda agli inizi, quando nel 2012 la direzione del comitato scientifico era in mano a Margherita Hack e organizza un panel dedicato alle donne nella scienza in cui Elena Cattaneo presenterà il suo libro sulle scienziate. Ma l’attuale direttore del comitato scientifico, il rettore dell’Università di Trieste Roberto Di Lenarda, afferma, è preoccupato per il futuro: «È di moda parlare dell’intelligenza artificiale, ma va sottolineato che deve essere volano e non sostituto dell’umano. Le nuove generazioni per certi versi soffrono, ma hanno anche potenzialità straordinarie». Questo è il motivo per cui è stato scelto il tema “Orizzonti dell’intelligenza”, per fermarsi a riflettere sugli enormi vantaggi e sui rischi. Next, certo, dai suoi inizi è cresciuto ed è diventato «un punto di riferimento a livello internazionale», aggiunge il suo direttore, Antonio Maconi.
L’assessore alle Politiche dell’educazione e della famiglia, Maurizio De Blasio, intervenuto in rappresentanza del Comune di Trieste, fa eco a Di Lenarda: «È importante non trascurare l’umano». Il municipio è uno dei promotori dell’iniziativa: «È uno degli eventi caratterizzanti per una città che crede nella ricerca», e che riserverà «grande attenzione a giovani e scuole, con progetti di cittadinanza consapevole». E l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, loda la kermesse per aver individuato un tema «che attraversa le vite dei cittadini, queste sono le sfide del futuro». I grandi eventi scientifici quest’anno, rileva ancora Roberti, saranno particolarmente importanti per la città: «Next farà da prologo a Big Science Business Forum a inizio ottobre».
Che i temi scelti da Next siano cruciali per la vita pubblica è sottolineato anche da Fabrizio Brancoli, vicedirettore del gruppo Nord Est Multimedia (Nem) e coordinatore del Piccolo. Nem da quest’anno è promotore del festival, ed è per questo che Brancoli ha portato i saluti del direttore editoriale Paolo Possamai e del direttore responsabile dei quotidiani del gruppo Luca Ubaldeschi. «Con la pandemia, il cambiamento climatico e le fake news abbiamo visto che la scienza deve essere un cardine del dibattito pubblico, è una questione anche di responsabilità giornalistica. Per questo abbiamo deciso di promuovere l’evento».
I vertici delle principali istituzioni scientifiche di Trieste delineano come hanno declinato il tema nelle parti di festival di loro competenza. Caterina Petrillo, presidente di Area Science Park sottolinea che la tecnologia «già adesso è invasiva ed è fuori dal controllo umano». Area si concentrerà sulle applicazioni dell’AI sui brevetti, poi sulla contaminazione tra AI e arte, e infine sui raw materials, i materiali fondamentali per la transizione verde «che devono essere riciclati». Andrea Romanino, direttore della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa), porta l’attenzione su quanto fatto dalle varie anime dell’istituto. Da un lato la sezione di Neuroscienze si soffermerà sui bisogni emotivi e l’AI, dall’altro la sezione di Astrofisica e Cosmologia si chiederà se esistono forme di intelligenza extraterrestre. Di interesse anche lo stand con attività per i più piccoli sul confronto tra intelligenza animale e umana. L’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale (Ogs) invece porrà come tema principale la scienza aperta: «L’intelligenza umana e artificiale va nutrita», spiega la direttrice generale Paola Del Negro, che punta l’attenzione anche sui «molti eventi sull’importanza della scienza per la pace».
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