Concerto di Cremonini a Gorizia: ecco cosa ha funzionato e cosa c’è da migliorare
Promossi a pieni voti la location e i controlli, mentre sono da migliorare il piano parcheggi, il deflusso e l’illuminazione

Il giorno dopo l’evento è inevitabile tracciare un bilancio del concerto di Cesare Cremonini a Gorizia. Sicuramente, oltre che per l’esibizione del cantautore bolognese in quella che è stata la data zero del suo tour, c’era grande attesa per la sede che l’ha ospitato: l’aeroporto goriziano Amedeo Duca d’Aosta, che va promosso a pieni voti.
Cosa ha funzionato
Spazi davvero ampi, i suoi, che possono consentire spettacoli con un numero di presenze anche di molto maggiori rispetto alle 25 mila che si sono registrate. E lo scenario, il colpo d’occhio era davvero bello, certamente suggestivo.
Poi, anche l’organizzazione ha funzionato assai bene: qualcuno, ovvio, non mancherà di rilevare qualche criticità, ma in appuntamenti di tale portata le sbavature sono inevitabili e vanno perdonate. Altro aspetto positivo è quello relativo ai controlli: le forze dell’ordine hanno lavorato al meglio grazie pure a un pubblico che, sostanzialmente, si può definire educato.
Cosa non ha funzionato
Ovvio, ci sono poi aspetti che, invece, vanno necessariamente migliorati in vista dei prossimi concerti. A cominciare dal piano parcheggi: in più casi, troppo distanti dall’area dell’evento, nonostante che fossero a pagamento, mentre quelli gratuiti, non sono stati utilizzati a dovere.
Le maggiori criticità si sono poi registrate nel parcheggio V, quello più vicino all’aeroporto: al momento dell’uscita si è formato un “imbuto” con circa quattromila macchine costrette a uscire incolonnate in fila indiana, tanto che molti lamentano di essere rimasti bloccati nel parcheggio per oltre due ore impossibilitati a muoversi.

L’altro, principale problema riguarda il deflusso: troppo stretta via Pot Na Roje per permettere alle migliaia di persone di tornare alle proprie auto. E anche troppo buia. Già, l’illuminazione, la mancanza di luci in alcuni punti nevralgici, altro aspetto dolente di questo banco di prova che, in ogni caso, è da considerarsi superato. A porre rimedi si farà in tempo.
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