Cremonini a Gorizia, aeroporto promosso: «Un concerto per 50.000 nel 2027»
Comune, questura e organizzatori soddisfatti per la gestione della serata e il debutto del “Duca d’Aosta” per i grandi eventi: «Non esiste in Italia un posto così, è piaciuto anche al cantante»

È inevitabile tracciare un bilancio del concerto di Cesare Cremonini. Sicuramente, oltre che per l’esibizione del cantautore bolognese in quella che è stata la data zero del suo tour, c’era grande attesa per la sede che l’ha ospitata: l’aeroporto Amedeo Duca d’Aosta. Organizzazione e istituzioni lo promuovono a pieni voti. E se, per questa volta, la capienza era fissata a 30.000 spettatori, per il futuro già si pensa ad appuntamenti ancora superiori in termini di presenze.
Uno spazio unico
«Nell’aeroporto, data la sua vastità, è realistico ipotizzare la realizzazione di un festival musicale anche della durata di una settimana. Non dimentichiamoci che in Italia di festival veri e propri non ce ne sono, al massimo ci sono rassegne di concerti. Però, un festival non lo si potrà fare nel 2027: richiede tempi lunghi. Per l’anno prossimo, invece, è più logico ragionare su un altro concerto, nei mesi caldi, con un numero di spettatori ancora superiore a quello registrato da Cremonini: si potrà arrivare a 40-50 mila appassionati». Così Luigi Vignando, amministratore di Vigna Pr, tra i principali promoter della regione, che ha lavorato per avere Cremonini all’Amedeo Duca d’Aosta assieme a Fvg Music Live. Il manager, ieri, è stato tra i protagonisti di un forum nella redazione goriziana del Piccolo per un’analisi a caldo del concerto e del suo impatto su Gorizia.
Il successo
«Per noi l’esame è stato superato brillantemente. Bisogna tener conto», ha aggiunto Vignando, «che per l’aeroporto a tutti gli effetti era un debutto: mentre gli stadi sono per lo più deputati agli eventi, in questo caso si è partiti da zero. Inoltre, diciamolo pure: Gorizia, almeno negli ultimi trent’anni, veniva un po’ snobbata quando si trattava di appuntamenti di questa portata. Soltanto negli ultimi tempi, grazie al Comune, alla Regione, alla Capitale europea della cultura, sta vivendo una notevole crescita nel settore: quella della città isontina è un’esperienza paragonabile a quella di Matera».
Da più parti è stato poi evidenziato che uno spazio delle dimensioni dell’aeroporto, per ospitare concerti e altri spettacoli, non ha paragoni in Italia: basti pensare che il mitico Campovolo è circa un decimo del Duca d’Aosta. Ecco perché «un festival se non viene organizzato qui dove lo si potrebbe realizzare?», ha commentato il questore. «Cremonini è stato un volano e ha portato grandi risultati al territorio all’insegna di un sano divertimento: la scelta dell’artista si è rivelata decisamente giusta e, nelle occasioni future, i commercianti facciano tesoro di queste opportunità», ha detto ancora Di Ruscio, non tacendo che l’operazione «ha richiesto una notevole mole di lavoro dietro le quinte».
Elemento non trascurabile, anche il popolare cantautore e il suo staff sono rimasti contenti e soddisfatti dell’esito della data zero.
«Buona la prima», esultano allora Ziberna e Cagliari. «Si è finalmente data un’immagine diversa della città rispetto a quella del passato. E, questa immagine, fa scattare la curiosità: non sono un caso le imprese che da un anno e mezzo bussano alla nostra porta. E ormai siamo una sede di grandi eventi: siamo attrattivi. Per Cremonini, il 30% degli spettatori proveniva da fuori regione. Poi, l’evento ha catturato l’attenzione di un pubblico “educato”. Il costo dei parcheggi di 20-25 euro? È normale: lo troviamo anche in altre città». Così il sindaco. «È stato un grande successo e chi dice il contrario racconta sciocchezze. Per ottenerlo, il gioco di squadra è stato fondamentale. Abbiamo lavorato sodo e a lungo. Bocciare il piano del traffico, della sicurezza è davvero denigratorio». Così l’assessore.
Ciò non significa che le criticità, le problematiche da organizzazione e istituzioni non siano state rilevate, ma, nel complesso, vengono ritenute poca cosa rispetto agli aspetti positivi della data zero.
«L’area è bellissima, bellissimo lo scenario che permette di creare. La possibilità di utilizzare l’aeroporto per concerti era già stata sondata qualche anno fa, ma, allora, dalle istituzioni era mancata quella spinta che ora c’è stata eccome», ha ancora dichiarato Vignando. E gli spettatori, gli oltre 25 mila fan registrati da Cremonini nella data zero, di questo impegno collettivo si sono accorti facilmente.
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