Ma quando si vota a Trieste? E in quali modalità? Il calendario verso le comunali 2027
Dalla soglia abbassata alle manovre delle coalizioni: la mappa delle candidature per la guida del capoluogo giuliano

Il 18 ottobre 2021 Roberto Dipiazza batteva il dem Francesco Russo al ballottaggio: soli 2.064 voti di differenza che lo incoronavano sindaco di Trieste per la quarta volta non consecutiva. I cinque anni del suo mandato sono terminati e l’amministrazione entra ora nel regime di proroga, aprendo un periodo di circa sei mesi durante i quali i partiti dovranno esprimere i candidati e avviare la campagna elettorale.
La data in cui i triestini saranno chiamati alle urne è ancora da definire e dovrebbe essere concordata nei prossimi due mesi: si tratterà, indicativamente, di una domenica compresa tra il mese di aprile e la prima settimana di giugno (nella scelta potrebbe anche influire la convocazione per le Politiche, attualmente previste per l’autunno del 2027 ma che Meloni potrebbe decidere di anticipare alla primavera).
Secondo la nuova legge elettorale approvata dal Consiglio regionale Fvg, per Comuni sopra i 15.000 abitanti, per evitare il ballottaggio basterà che un candidato superi la soglia del 40% dei voti validi. Niente più rincorsa al famoso “50 più 1”, quindi.
Il ruolo delle coalizioni sarà dunque determinante, monito colto dal centrosinistra (che nel 2021, al primo turno, si presentò spaccato con tre candidati: oltre a Russo, Riccardo Laterza di Adesso Trieste e Alessandra Richetti del M5s), ma anche dal centrodestra, che se a Roma continua a innalzare muri contro Futuro Nazionale, sa bene che alle prossime elezioni amministrative un’eventuale alleanza con Vannacci potrebbe essere centrale per giocarsela.
Per la prima volta, dunque, il futuro sindaco sarà quasi sicuramente deciso al primo turno. “Quasi”, appunto, perché a oggi sembrerebbe prospettarsi una corsa a tre: da una parte la coalizione di centrosinistra “Futuro in Comune” (chiamata a fare sintesi tra Russo e Mitja Gialuz), dall’altra il centrodestra (dove, a meno dell’ipotesi Fedriga, i nomi sono ancora tutti da studiare) e al centro i partiti liberali e riformisti Azione, Pld e Ora, che proprio stamattina alla Libreria Minerva annunceranno la discesa in campo come terzo polo centrista. Almeno per il momento, non si alleeranno con nessuno, ed esprimeranno il proprio candidato alternativo.
Riproduzione riservata © Il Piccolo






