Elezioni a Trieste, slitta la Direzione Pd: al lavoro per decidere un nome tra Mitja Gialuz e Francesco Russo
Il vertice dei dem, previsto per questa sera, viene riconvocato per giovedì: richiesti due giorni extra per dei passaggi interni e convergere sul candidato. La segretaria Paglia: «Avviato percorso unitario per trovare una soluzione»

La fumata nera, o meglio grigia, arriva solo a sera inoltrata, quando nella sede di via della Geppa le luci sono spente ormai da un pezzo. La Direzione provinciale del Pd, inizialmente programmata per questa sera, viene fatta slittare, rinviata – così risulta al Piccolo, posto che la convocazione ufficiale verrà inviata solo nelle prossime ore – a dopodomani, giovedì.
Ancora un paio di notti, dunque, decisive per consultare i vertici del partito, interfacciarsi con i referenti romani dei dem e confrontarsi con i due potenziali candidati sindaco del centrosinistra – Mitja Gialuz e Francesco Russo – tra i quali andrà ora trovata una sintesi da proporre al resto del campo largo “Futuro in Comune” in vista delle elezioni amministrative della primavera 2027.
Il responso dalla sede triestina del Pd arriva al termine di una riunione riservata, durata in tutto circa un’ora: da una parte il dem Russo, dall’altra l’ex sindaco Roberto Cosolini, la segretaria regionale Caterina Conti e quella provinciale Maria Luisa Paglia. Tre di quei saggi cui era stato affidato l’arduo compito di condurre una serie di consultazioni all’interno del partito e in ampi bacini della società civile, sondando il diverso gradimento tra l’ex senatore e l’unico altro profilo finora dettosi ufficialmente disponibile, quello del giurista e presidente di Barcolana Mitja Gialuz.
Il documento finale rendiconta mesi di colloqui, caffè, chiamate e circa un centinaio di appuntamenti, restituendo uno scenario articolato: da un lato il vicepresidente del Consiglio regionale Russo, forte di cinque anni alla guida dell’opposizione a Roberto Dipiazza, di un sondaggio che in maggio ne attestava la notorietà e di un consenso diffuso nel partito; dall’altro il docente universitario Gialuz, proposta civica ma, lo stesso, sostenuta da alti esponenti dei dem e spinto da un importante gradimento della società civile.
Tutti aspetti da soppesare, e sui quali la Direzione provinciale del Pd avrebbe dovuto confrontarsi già questa sera, di modo da avviare una discussione che, eventualmente, si sarebbe poi completata in sede di Assemblea provinciale. Proprio tra i membri di quest’ultima, peraltro, era stata raccolta e fatta poi circolare una lista di firme dei sostenitori dell’ex senatore Russo: una mossa studiata per attestare la propria preminenza nel partito, tuttavia accolta con un certo sgomento (e, riferiscono a microfoni spenti alcuni dem, anche irritazione) a seguito della pubblicazione di quel documento sulla stampa.
L’auspicio della segreteria era e resta però quello di evitare una conta divisiva tanto all’interno della Direzione (dove, secondo fonti interne al partito, i numeri dovrebbero peraltro propendere per Gialuz) tanto poi in sede di Assemblea, bensì di arrivare in assise con le idee distese e una proposta unitaria. Proprio a questo serviva l’incontro tenutosi ieri sera in via riservata tra Cosolini, Conti, Paglia e, appunto, Russo: confrontarsi in via preliminare sui prossimi passaggi in vista di una seduta che, se non decisiva, quanto meno sarebbe stata dirimente.
L’unica a rilasciare dichiarazioni, chiusasi alle spalle la porta di via della Geppa, è la segretaria provinciale Paglia, che ieri sera si diceva «fiduciosa che il partito possa arrivare unito alle prossime consultazioni, iniziando da questo passaggio»: «Abbiamo deciso di prenderci un altro paio di giorni, perché confido che il percorso unitario interno al Pd avviato stasera (ieri sera, ndr) possa condurci alla Direzione con una sintesi che tenga unito il partito e possa rafforzare tutta la coalizione di centrosinistra», si limita a dire Paglia.
Ancora un paio di notti, dunque, utili per consultare i vertici locali del partito, i referenti nazionali (il responsabile Enti locali della segreteria nazionale del Pd dovrebbe essere in città domani) e confrontarsi con i due candidati in pectore rispettivamente.
La posizione del Pd andrà quindi restituita al tavolo del campo largo, che a sua volta – visto lo slittamento della Direzione dem – dovrebbe essere rinviato da questo giovedì (come da prima convocazione) a data successiva.
All’ordine del giorno vi sarebbe stato l’ascolto sia di Gialuz che di Russo, come stabilito nel corso della riunione della settimana scorsa; passaggio che, a seconda dell’esito del vertice del Pd, potrebbe a questo punto accelerare verso una chiusura definitiva sul nome del candidato di coalizione. L’auspicio di tutto il centrosinistra resta, anche in questo caso, di giungere a una soluzione interna, intessuta da confronti e punti di caduta, cercando di evitare quelle primarie che – sebbene per alcune forze, in assenza di unanimità, non sarebbero del tutto tabù – tutti continuano a considerare uno strumento potenzialmente divisivo per la coalizione.
L’unica eccezione era stata sinora quella di Adesso Trieste, che per mesi ha posto i banchetti come condizione indispensabile per legittimare un’eventuale corsa del dem Russo, nome che nel 2021 i municipalisti sostennero ma solo al ballottaggio (e senza apparentarsi), a lui preferendo piuttosto un volto di rottura e discontinuità. Una novità che il movimento guidato da Riccardo Laterza – seconda forza progressista in termini di consenso elettorale – vede piuttosto incarnata dalla proposta di Gialuz, che invece Adesso Trieste accetterebbe anche senza ricorrere alle primarie.
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