Va in scena a Gorizia-Nova Gorica il “Motociclismo senza confini”: passato, futuro e carburanti green
Il 31 agosto evento dedicato alle moto storiche e sostenibili con raduni, conferenze e focus sulle bio-benzine per la mobilità d’epoca

La passione per i motori è anche, da sempre, strumento di progresso, sviluppo, proiezione verso il futuro. Ben più di quanto non possiamo immaginare ammirando una moto, tifando per questo o quel campione, o scorrendo classifiche e albi d’oro. Ecco perché non deve sorprendere che un’unica, magica serata fonderà passato (soprattutto, con un carico di fascino speciale) e futuro delle due ruote a motore l’evento “Motociclismo senza confini”, in programma a Gorizia e Nova Gorica il 31 agosto per l’organizzazione congiunta del Moto Club Trieste e del Moto Club Pino Medeot di Gorizia, con la regia appassionata di Stefano Zuban.
La cornice sarà duplice: in mattinata spazio a rievocazioni e raduno a Nova Gorica – ricordando le prime corse sul circuito cittadino, nell’immediato secondo dopoguerra -, in serata lunga maratona di conferenze, presentazioni, proiezioni ed eventi speciali in piazzale Seghizzi a Gorizia, ai piedi del Castello, a partire dalle 18.
Un evento impreziosito dal passaggio tra il pubblico di una ventina di moto storiche portate dalla Commissione moto dell’Automotoclub storico italiano (Asi) guidata da Elvira Dal Degan, il Club dei Venti all’Ora 1961 di Trieste, il Gas Club di Gorizia, le Ruote del Passato di Pordenone e il Club Amici della Topolino ancora di Trieste. Il tutto sotto gli occhi, tra gli altri, del vicepresidente dell’Asi Ugo Gambardella, tra gli ospiti in rappresentanza del presidente Alberto Scuro.
Ma se, come abbiamo detto, “Motociclismo senza confini” sarà pure un proiettarsi verso il futuro delle due ruote, è anche perché un focus particolare verrà riservato ad un tema che proprio all’Asi sta molto a cuore, quello dei carburanti green. L’Asi (che comprende 345 club diffusi su tutto il territorio italiano riunendo oltre 300 mila tesserati) ha come scopo statutario la salvaguardia del patrimonio veicolare italiano, ma tra i suoi obiettivi ha inserito anche quello di garantire un futuro al motorismo storico, dal punto di vista ambientale, economico, sociale.
Per questo è nata poco più di due anni fa la Commissione Asi – Green, oggi presieduta da Franco Dilauro, che sarà uno dei relatori della serata goriziana. «Il messaggio di fondo è che l’auto storica è passato che serve, ancora, al futuro – dice Dilauro -, e noi, come conservatori di un patrimonio del passato, non possiamo prescindere dall’occuparci anche del futuro. In fondo come il motorsport è sempre stato motore di ricerca e sviluppo, anche noi con il nostro lavoro fatto di passione, ricerca storica, conservazione, possiamo contribuire a ciò che sarà il domani della mobilità».
Come? Puntando sui carburanti ecologici, con i quali far girare ancora i motori di veicoli d’epoca che altrimenti, in ossequio alle regole sempre più stringenti per contenere l’inquinamento, finirebbero per essere cancellati dalle strade. E una moto, di ieri o di oggi, resta in ogni caso un oggetto in movimento, mobilità.
«Si sente tanto parlare oggi delle cosiddette e-fuel, le benzine di sintesi, ma al di là di quanto in possesso delle grandi case, a livello di diffusione reale sul mercato non si sono ancora viste – dice Dilauro -. Esistono invece i bio-diesel, ma sono le bio-benzine la novità assoluta e noi siamo stati i primi ad occuparcene seriamente. E con soddisfazione, perché se è evidente che questo resterà sempre un work in progress, abbiamo già risultati ed evidenze concreti».
Già, perché a seguito dell’utilizzo di bio-benzine di seconda generazione in una grande varietà di veicoli storici, dalle caratteristiche tecniche più diverse, è stato appurato che non vi sono variazioni di performance, se non addirittura in positivo. Con emissioni inquinanti che vengono però drasticamente abbattute.
Questi carburanti di seconda generazione non derivano più da grano, mais, barbabietola o canna da zucchero come quelli precedenti, ma sono ottenuti in modo indiretto e poco energivoro da biomasse di scarto contenenti cellulosa, già generata ad esempio dalle piante, che hanno assorbito CO2 dall’atmosfera per i loro processi vitali.
Da questa cellulosa si è trovato il modo di estrarre il carbonio, che viene poi combinato con l’idrogeno per formare catene di idrocarburi da miscelare tra loro. Si ottiene così una benzina del tutto identica sotto gli aspetti chimico-fisici a quella che troviamo oggi nei comuni distributori, ma con tante caratteristiche positive in più.
«I combustibili alternativi CO₂ neutral rappresentano una soluzione ideale, perché permettono ai veicoli d’epoca di continuare a vivere nel rispetto dell’ambiente – spiega il presidente della Commissione Asi – Green -, garantendo al tempo stesso la trasmissione della memoria e dell’identità collettiva che essi incarnano».
Certo la sfida non è semplice perché le bio – benzine sono ancora molto, troppo costose. E questo frena la loro diffusione. Servirebbero investimenti figli di una precisa volontà politica. «Le normative europee finora adottate individuano nell’elettrico e nell’idrogeno le soluzioni per l’abbattimento delle emissioni – spiega Dilauro -. Servirebbe una deroga per le bio – benzine, che in Inghilterra, fuori dall’Ue appunto, già esiste. In tal senso penso che la politica debba dimostrare una reale volontà di cambiamento».
A Gorizia si parlerà anche di questo, e, tra gli ospiti, è attesa pure una testimonial speciale delle benzine eco sostenibili per conto della Fiva, la Federazione internazionale dei veicoli d’epoca: Maryam Talee. Iraniana di Teheran, è attivista ma anche campionessa ed istruttrice di motociclismo: nel suo Paese insegna alle donne ad andare in moto, e può farlo (con grande coraggio) solo nei circuiti, perché gli integralisti non accettano che le donne guidino per strada.
Maryam ha preso parte all’ultimo Rally Motociclistico Mondiale Fiva, a Imola, a bordo di una moto storica alimentata a bio – benzina, con risultati tali da indurre l’Asi Green a dar vita ad una sorta di “dream team” nell’ambito del progetto Net Zero Classic: tre motociclette d’epoca alimentate con i carburanti ecologici saranno impegnate in diverse tappe del campionato 2026, e la squadra sarà capitanata proprio da Maryam Talee.
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