Pallacanestro Trieste, caccia agli ultimi rinforzi: «Meglio aspettare i profili giusti che accontentarsi»
Daniele Cavaliero fa il punto sulla costruzione del roster: «Il campionato è lungo, il lavoro sul campo dirà se la scelta è stata corretta»

Settembre è il mese in cui il tempo cambia ritmo: per chi deve ancora completare il roster, i giorni scorrono con una fretta indiavolata, mentre la tentazione di cedere alla foga del “purché sia qualcuno” si fa sempre più ingombrante.
La Pallacanestro Trieste, però, la rotta l’ha tracciata con lucidità. Il concetto di fondo è chiaro: meglio ponderare ogni singola scelta che accontentarsi di un ripiego qualsiasi solo per riempire le caselle vuote.
«Siamo a metà settembre, ma sul discorso giocatori vogliamo aspettare i profili giusti – le parole di Daniele Cavaliero – l’idea è quella di rischiare di aspettare un pochino in più con la sicurezza di poter trovare dei giocatori che rimarranno all’interno del nostro budget e che magari, durante l’estate, non hanno trovato quello che cercavano».
Un’attesa calcolata per intercettare occasioni di valore a cifre sostenibili ma ovviamente molto rischiosa. Perché c’è un però, ed è legato a stretto giro con il calendario ufficiale. Il tempo, purtroppo, corre veloce e i tesseramenti vanno definiti entro le ore 12 di venerdì 25 settembre.
La regola non ammette deroghe e senza almeno cinque contratti di giocatori stranieri regolarmente depositati entro quel termine scatteranno inevitabili le sanzioni economiche. Un rischio che la società conosce alla perfezione.
«Ci è molto chiara la deadline», sottolinea Cavaliero rassicurando sull’operatività del club in vista della imminente scadenza.
Questa strategia comporta giocoforza una conseguenza fisiologica: la squadra potrebbe non presentarsi ai nastri di partenza del campionato al massimo del proprio potenziale. Un fattore preventivato, su cui la società chiede maturità all’ambiente, allargando l’orizzonte oltre la prima palla a due.
«Il campionato è molto lungo, non finirà a novembre. Giudicateci a giugno 2027», è il messaggio diretto lanciato alla piazza.
Niente scorciatoie o proclami estivi, dunque.
La strada scelta passa a questo punto per la solidità delle decisioni ed il lavoro quotidiano, senza ansia da prestazione prima del tempo. D’altronde, come chiosa lo stesso Daniele Cavaliero «il lavoro sul campo parla e non mente».
E sarà proprio il parquet, alla fine, come sempre peraltro, a dire se la scommessa di attendere gli incastri perfetti sia stata effettivamente quella vincente.
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