Galloway al top: «Che entusiasmo alla Pallaccanestro Trieste»

La guardia statunitense protagonista in biancorosso: «La squadra sta consolidando la propria intesa per vincere. Al PalaDozza c’era la mia famiglia: una serata speciale»

Lorenzo Gatto
Langston Galloway
Langston Galloway

Tra leadership, talento purissimo e un’incontenibile fame di vittoria, Langston Galloway si racconta a cuore aperto dopo il colpo al PalaDozza e il successo sulla Virtus Bologna. Focus sull’impatto con la stagione, il fascino dei palazzetti storici e la rincorsa a un sogno chiamato Coppa Italia.

Galloway, dopo un avvio graduale la sua condizione è al top e stiamo vedendo un giocatore rigenerato. Quanto si sta godendo questo momento?
«Sono davvero entusiasta del percorso della squadra, che per me viene prima di tutto: stiamo inanellando vittorie e consolidando la nostra intesa. Dietro a questi risultati c’è un grande sacrificio collettivo, con sessioni di lavoro extra dentro e fuori dal campo per farci trovare sempre al massimo della condizione. Non posso che ringraziare i miei compagni per come mi mettono in ritmo e il coach per la fiducia e il sistema di gioco che valorizza le mie caratteristiche. È davvero un momento fantastico».

Lunedì sera a Bologna è stato uno dei grandi protagonisti di una vittoria pesantissima per Trieste. Che sapore ha una prestazione del genere su un campo prestigioso, e quanto il successo contro la Virtus fortifica le ambizioni della squadra?

«Ero già stato in quel palazzo solo da spettatore per vedere la Fortitudo. Giocare lì è stato davvero speciale: adoro calcare i campi storici, il PalaDozza ha un fascino unico qui in Italia. Fare una prestazione del genere e vincere davanti a un pubblico così caldo ha significato molto per me, soprattutto avendo la mia famiglia lì a condividere quel momento. Battere la Virtus ci dà un enorme slancio in vista della sfida contro Roma. Siamo a un punto cruciale della nostra stagione ed è fondamentale continuare così: una vittoria domenica potrebbe aiutarci a entrare tra le prime otto, ed è esattamente su questo che siamo concentrati».

Ha una carriera Nba alle spalle e un vissuto internazionale di livello. In questo gruppo di Trieste si sente più il veterano che guida i compagni o un giocatore che sta ritrovando un nuovo, grande fuoco agonistico?

«Per me si tratta soprattutto di ritrovare il mio spirito competitivo: amo competere ad alto livello. Molte persone guardano alla mia età e pensano a tutto quello che ho fatto e vissuto, ma per me non è una questione anagrafica. Negli anni mi sono preso cura del mio corpo e oggi sono semplicemente entusiasta di avere l’opportunità di scendere in campo e giocare. Far parte di questo gruppo, costruire la nostra intesa e vederci crescere giorno dopo giorno è emozionante. Non vedo l’ora di scoprire fin dove possiamo arrivare».

Trieste sta volando accompagnato da una tifoseria e una città che si sta immedesimando nella sua squadra. Fino a dove pensa potete arrivare e cosa le piacerebbe lasciare in eredità a questa maglia e a questa città a fine stagione?

«Prima di tutto penso che possiamo arrivare molto lontano, a patto di restare in salute. Quando inizi una stagione, l’obiettivo finale deve essere sempre quello di vincere. Certo, abbiamo avuto una partenza lenta, ma la nostra mentalità deve portarci a pensare a una partita alla volta, migliorando costantemente passo dopo passo. Come giocatore e per il carattere che ho, il mio obiettivo è uno solo: vincere. Sono venuto qui per questo, per aiutare la società a raggiungere la Coppa Italia e poi i playoff. È l’unica cosa che ho in testa, e credo che sia la mentalità di tutta la squadra. Vogliamo arrivare alle finali di Coppa Italia, “fare rumore” e trovare il modo di alzarla, per poi puntare con decisione ai playoff. Sono molto ambizioso: so che da fuori può sembrare un traguardo difficile mentre sei nel pieno della stagione, ma credo fermamente che bisogna darsi obiettivi grandi per far accadere le cose e creare momenti magici».

 

Riproduzione riservata © Il Piccolo