Pallacanestro Trieste, sbarca Galloway ed è subito primo allenamento
La guardia americana dopo la sbarco si è già allenato: «Una squadra giovane ma competitiva»

È la giornata di Langston Galloway, l'uomo chiamato a guidare Trieste. Sbarcato all'aeroporto Marco Polo di Venezia con la moglie Sabrina e i figli Deuce e Leigh, la nuova guardia biancorossa ha sostenuto il primo allenamento al PalaRubini agli ordini di coach Francesco Taccetti.
In campo Galloway porta con sé la maturità del leader. «Sono davvero entusiasta di questa opportunità: voglio provare a fare un campionato importante. Credo che con giocatori come Colbey Ross, Sean McDermott e Candussi, abbiamo le carte in regola per costruire qualcosa di solido. Avremo parecchi minuti da gestire con una rosa giovane, ma saremo competitivi».
Sull'aspetto atletico, lo statunitense spazza via ogni dubbio. «Ho aspettato tutta l'estate questa chiamata e l'opportunità di entrare in una squadra per aiutarla a competere ad alto livello. Mi sono allenato a casa, in Louisiana, cercando ogni volta di migliorare qualcosa. Per me è un'altra occasione per dimostrarlo sul campo».
Interrogato sull'impatto tecnico e carismatico che offrirà alla causa triestina, traccia un profilo ben preciso del suo gioco. «Prima di tutto sono sempre stato un giocatore orientato alla difesa, quindi voglio marcare il miglior giocatore della squadra avversaria: questo per me viene prima di ogni altra cosa. In secondo luogo, voglio contribuire in ogni modo possibile, che si tratti di assist, punti o tiri decisivi. Sono questi i due aspetti su cui punto, insieme alla mia mentalità competitiva».
Inevitabile, infine, uno sguardo alle prospettive della stagione. «Il mio obiettivo è sorprendere tutta la Lba. So che in molti hanno dato Trieste per spacciata perché siamo una squadra giovane, con tanti ragazzi alle prime esperienze, in un torneo che si è alzato di livello. Ma con il pubblico dalla nostra parte, sono convinto che vedremo qualcosa di speciale: con tutto il palazzo che spinge e il fattore campo dalla nostra, per me il limite è il cielo».
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