Pallacanestro Trieste, il futuro è un rebus a incastri: spunta il doppio chip in Europa di Matiasic
Mossa a sorpresa dell'avvocato americano: presentata domanda d'iscrizione alla Basketball Champions League (Bcl) sia per Trieste che per Brescia. Dialogo aperto con Mauro Ferrari per il progetto Brescia-Roma, ma se salta il closing il patron resta e gioca la Coppa a San Sabba. Mercato e contratti di Ruzzier, Deangeli e Candussi congelati in attesa del budget

Il futuro della Pallacanestro Trieste si decide sull'asse delle coppe europee, dove spunta il doppio chip piazzato da Paul Matiasic.
Secondo indiscrezioni che attendono la conferma ufficiale dalla Fiba, sarebbe stata presentata domanda di iscrizione alla prossima Basketball Champions League sia per Trieste che per Brescia. Una mossa che l'avvocato americano ha calato sul tavolo europeo proprio perché la partita per il futuro è ancora apertissima e l'esito del tutto incerto.
Novità che conferma due dinamiche cruciali. La prima è che il dialogo tra il patron della Germani Brescia, Mauro Ferrari, e lo stesso Matiasic sarebbe più che mai vivo, con le parti ancora al lavoro per trovare la quadra.
La seconda è che la domanda per il club giuliano alla Bcl è legata ai piani strategici personali del manager statunitense e non a una programmazione autonoma della società: se la trattativa per Brescia non dovesse andare in porto, con il conseguente e ormai noto progetto di sbarcare a Roma, Matiasic farebbe l'ambizioso cammino in Champions League proprio mantenendo la piazza di Trieste. Se il discorso Brescia-Roma non si sblocca, insomma, tutto rimane congelato in un limbo in divenire.
Dietro questa mossa europea, il futuro della Pallacanestro Trieste resta quindi un rebus ancora lontano da una soluzione definitiva. Un intricato puzzle in cui, nonostante le voci che si rincorrono, la realtà impone la massima cautela e nessuna pista può dirsi concretamente tracciata.
Muoversi nel campo delle congetture sul mantenimento del titolo di Serie A1 a Trieste richiede infatti passaggi complessi: qualora l'attuale governance decidesse di percorrere la strada romana, parallelamente dovrebbe aver già individuato un altro titolo sportivo su cui far convergere i propri piani.
Un incastro non semplice, i cui dettagli non sono al momento decifrati e che esclude la possibilità di comunicazioni ufficiali a breve.
A rendere lo scenario ancora più complicato c'è un altro elemento di forte peso specifico: la figura dei soggetti stranieri che stanno lavorando sul possibile closing per la vendita della società.
In questo contesto di totale stallo, anche il fronte prettamente sportivo deve piegarsi alla logica ferrea della programmazione. È impossibile ipotizzare trattative aperte o mosse concrete sul mercato da parte del general manager Michael Arcieri in assenza di un budget definito per la prossima stagione.
A conferma di questa fase d'attesa ci sono le posizioni di elementi chiave del roster come Michele Ruzzier, Lodovico Deangeli e Francesco Candussi. I giocatori italiani, autentici punti fermi e anime dell'ultima stagione, sono attualmente alla finestra, in attesa di risposte concrete che potranno arrivare solo quando la nebbia societaria si sarà definitivamente diradata.
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